Pescara: la Movida anima e divide la città e la politica

Movida di Pescara, argomento divisivo tra cittadini e anche in politica tra le diverse anime della maggioranza. Stamane riunione in comune per l’ennesimo confronto con i rappresentanti delle associazioni di categoria

Prima di affrontare l’argomento occorre partire da una considerazione incontrovertibile: non è facile decidere quali cittadini abbiano il diritto di andare a dormire, e a che ora, e quali cittadini, più o meno negli stessi istanti, abbiano il diritto di divertirsi, e fino a che ora. Un arcano. Se poi ci si mette la politica, tutto si fa ancora più complicato, soprattutto se mina l’equilibrio interno della maggioranza.

Intanto l’opposizione, dal canto suo, fa l’opposizione: punta il dito e sorride sotto i baffi. Oggetto del contendere di questi giorni, e della riunione di stamane in Comune, è la movida che a Pescara smuove sentimenti contrastanti. Perché se da un lato si può gioire della vivacità, diurna e notturna, acquisita dal capoluogo adriatico, dall’altro tutto questo “food, drink and entertainment” suona blasfemo non solo alle orecchie dell’Accademia della Crusca, ma anche al pescarese stanziale, acquartierato da sempre proprio nelle strade del movimento.

Istanze ed esigenze diverse che stamane sono finite sul tavolo della sala giunta del Comune di Pescara, attorno al quale si sono accomodati il sindaco Carlo Masci, i capigruppo di maggioranza e opposizione e i rappresentanti delle associazioni di categoria. I residenti delle zone vessate dal baccano vengono ascoltati nel pomeriggio. L’impresa è ardua: trovare la quadra tra il piano di risanamento acustico difeso dal sindaco, e più o meno tollerato dalla sua maggioranza, e le imprese che sul movimento di gente, di cibo e di bicchieri ci campano.

Tutto questo prima del consiglio comunale del 2 maggio. Il mondo imprenditoriale è convinto che il risanamento acustico non possa che tradursi nella debacle economica delle zone interessate dalla movida, compromettendo irrimediabilmente la riscoperta della vocazione turistica di Pescara.

Il sindaco e Forza Italia vorrebbero che il piano fosse approvato al più presto, la Lega è quasi convinta, ma accetterebbe deroghe speciali per alcuni eventi, Fratelli d’Italia, il partito che esprime l’assessore al commercio Alfredo Cremonese, crede in un atteggiamento più lasco, con orari meno da collegio minorile e ampie concessioni per i tavoli all’aperto. Poco entusiasti del piano sono anche il centrosinistra e il Movimento 5 stelle, soprattutto rispetto alle misure ipotizzate per calmierare il caos: come i semafori speciali che dovrebbero segnalare i superamenti dei limiti e quindi spingere il personale dei locali a “zittire” i clienti.

Le associazioni di categoria stamane hanno ribadito la loro contrarietà al piano e la necessità di cassarlo e sostituirlo con un documento completamente nuovo che cambi la prospettiva, magari ispirandosi ad altre realtà italiane nelle quali il problema è stato affrontato diversamente. Pannelli fonoassorbenti, incentivi per i doppi vetri, ma anche un “patto di convivenza” tra esercenti e cittadini, con la mediazione del Comune.

IL SERVIZIO DEL TG8