Truffe dell’olio: prezzi dimezzati, l’Abruzzo protesta a Bari

Clorofilla e sostanze chimiche per spacciare olio scadente come italiano: a Bari esplode la protesta di Coldiretti e Unaprol. In piazza anche gli olivicoltori abruzzesi contro le speculazioni dei “trafficanti” che mettono a rischio la salute pubblica

I numeri della crisi sono drammatici: le quotazioni dell’olio extravergine d’oliva italiano sono praticamente dimezzate rispetto allo scorso anno. Gli olivicoltori si trovano costretti a lavorare in perdita, schiacciati dai rincari energetici causati dalle tensioni internazionali (oltre 200 euro in più a ettaro) e dalla concorrenza sleale dei prodotti low-cost, spesso extra-Ue, che riempiono gli scaffali dei supermercati.

Il “tavolo degli inganni” e i conti che non tornano
Per l’occasione è stato allestito un vero e proprio “tavolo degli inganni” per mostrare visivamente come avvengono le miscelazioni pericolose. I dati reali della filiera, infatti, svelano un paradosso: l’Italia produce circa 234 milioni di litri di extravergine, ma i consumi interni sfiorano i 461 milioni, a cui si aggiungono 318 milioni di export e ben 545 milioni di litri di importazioni dall’estero. “I conti non tornano ed è evidente che c’è chi trucca l’origine” denunciano le associazioni. Il rischio maggiore è che questi prodotti contraffatti finiscano anche nelle mense di scuole e ospedali.

La delegazione abruzzese in prima linea
L’Abruzzo, regione a fortissima vocazione olivicola, ha partecipato in massa alla mobilitazione pugliese, dopo aver già manifestato sotto le prefetture locali (in particolare a Pescara). La delegazione regionale è stata guidata dal presidente di Coldiretti Abruzzo Pietropaolo Martinelli, dal direttore Marino Pilati, insieme a Giuseppe Scorrano (Coldiretti Pescara) e Luciano Di Massimo (Abruzzo Oleum).

«La nostra presenza conferma l’impegno del territorio nella difesa del vero Made in Italy e nella tutela del reddito degli olivicoltori, della qualità delle produzioni e della salute dei consumatori» ha dichiarato Pietropaolo Martinelli.

Le richieste: risonanza magnetica e stop all’olio tunisino
Per fermare il flusso di olio camuffato, Coldiretti e Unaprol chiedono alle istituzioni interventi durissimi e l’adozione di tecnologie scientifiche d’avanguardia per i controlli:

Mappatura isotopica e risonanza magnetica nucleare per identificare con precisione millimetrica l’origine geografica delle olive.

Stop alle importazioni a dazio zero di olio dalla Tunisia e stop al regime di Traffico di perfezionamento attivo (Tpa) per gli oli esteri.

Tracciabilità elettronica immediata con l’introduzione del documento di trasporto elettronico fin dal conferimento delle olive.

Sanzioni severe contro le pratiche commerciali sleali e le vendite sottocosto che penalizzano i produttori italiani.