L’operazione “Green River” della Procura di Lodi e della Guardia di Finanza ha smantellato un sistema criminale internazionale che ha movimentato oltre 200 milioni di euro verso la Cina con false fatture, società cartiere e meccanismi di riciclaggio. Alcune società hanno indebitamente sfruttato addirittura le normative di favore previste per gli eventi disastrosi del Sisma dell’Abruzzo 2009
In particolare, l’organizzazione criminale, attraverso l’utilizzo di 41 società cartiere, gestite in un ufficio anonimo con sede a Chiari (BS), avrebbe consentito l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per 200 milioni di euro, nei confronti di diverse società “clienti”, veicolando successivamente le corrispondenti somme di denaro ricevute all’estero, per poi retrocederle in contanti alle stesse, trattenendo una “commissione” per il servizio reso pari al 10%.
Nell’inchiesta anche irregolarità relativa alla pandemia COVID 2019, per inserire in contabilità dei crediti totalmente inesistenti per compensare i loro debiti di varia natura (fiscali, previdenziali, assicurativi).
Eseguite misure cautelari per 8 persone e sequestrati beni per 31 milioni tra conti, immobili, quote, auto e beni di lusso. L’organizzazione usava 41 società cartiere per emettere fatture false per circa 200 milioni. I soldi venivano trasferiti all’estero e restituiti in contanti ai beneficiari al netto del 10% di commissione.
