Il designer pescarese Filippo Spiezia chiude l’edizione del decennale con oltre 3.500 partecipanti da 58 paesi. Da Milano parte la sfida globale del visionario abruzzese. L’evento diventa una piattaforma internazionale
C’è il talento e la visione di un designer abruzzese dietro a uno degli eventi tecnologici e creativi più importanti al mondo. Si è conclusa con numeri da record la decima edizione dei Digital Design Days (DDD26), la creatura nata dall’ambizione di Filippo Spiezia, designer di livello internazionale che ha scelto di vivere e lavorare a Pescara, da dove coordina network globali.
L’evento milanese, che ha spento dieci candeline al Superstudio Village, ha celebrato il suo decennale registrando il sold out e consacrandosi come centro nevralgico della comunità digitale planetaria: oltre 3.500 professionisti arrivati da 58 paesi, 108 speaker internazionali e ben 12 workshop andati interamente esauriti. Un successo planetario certificato anche da Google, che ha inserito la kermesse fondata dall’abruzzese Spiezia tra i tre eventi più autorevoli al mondo nel settore del design digitale.
Dall’Abruzzo ai tetti del mondo
La firma di Filippo Spiezia dietro la direzione editoriale dei Digital Design Days è una garanzia assoluta. Il professionista vanta una carriera stellare costellata dai premi più ambiti del settore, tra cui i Cannes Lions, i Webby Awards e i D&AD. Nonostante i palcoscenici internazionali, il legame con la sua terra resta forte, portando un pezzo di Abruzzo alla guida dell’innovazione tecnologica.
«DDD26 non è stato solo una celebrazione – spiega Spiezia, Founder e Chief Vision Officer dell’evento – ma una conversazione su dove stiamo andando, sul ruolo dell’Intelligenza Artificiale e sulla bellezza che conta ancora. La nostra comunità è tornata a casa con strumenti capaci di trasformare la complessità in carburante creativo».
I numeri e i momenti clou del decennale
L’edizione di quest’anno ha ridefinito gli standard dell’industria. Tra i momenti più importanti spicca la prima Design Battle live d’Europa (con più di 100 designer sfidatisi sotto gli occhi del guru mondiale Stefan Sagmeister) e l’installazione monumentale DDD Vault, che ripercorre i dieci anni di storia dell’evento e che presto diventerà una piattaforma online accessibile a tutti. Altissimo il livello dei partecipanti: il 78% dei presenti era composto da decision-maker e figure di Senior Leadership aziendale.
I riflettori sono stati puntati soprattutto sui talk dedicati all’evoluzione del mestiere tra automazione, branding e intelligenza artificiale, guidati da leggende del design come Marina Willer (Pentagram) e Wesley ter Haar (Monks).
Il futuro è globale (con lo sguardo all’America)
Per il designer pescarese il decennale non è un punto di arrivo, ma una rampa di lancio. È stato infatti annunciato il “DDDx on tour”, che in autunno porterà il format in nuove città e mercati internazionali, con un focus strategico rivolto al mercato americano per il prossimo decennio.
«Il futuro del design non è qualcosa che ci sta accadendo, lo stiamo costruendo noi, insieme» conclude Filippo Spiezia. E la cabina di regia di questo futuro globale parla decisamente abruzzese.
