Emergenza caldo in Abruzzo, scatta l’allarme per gli anziani. Ospedali sotto pressione per le ondate di calore. I consigli del professore Francesco Cipollone per proteggere le persone fragili: «Non aspettate lo stimolo della sete, rimodulate i farmaci con il medico»
L’ondata di calore che sta stringendo l’Abruzzo in una morsa di afa e temperature record inizia a far sentire i suoi effetti più pesanti sulle fasce più fragili della popolazione. Con il termometro stabilmente sopra la media, nei Pronto Soccorso e nei reparti di Geriatria della regione si registra il consueto e temuto picco di accessi estivi.
A tracciare un quadro della situazione e a fornire preziosi consigli è il professore Francesco Cipollone, Direttore del Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara e Direttore del Dipartimento Medico Assistenziale Integrato della Asl Lanciano Vasto Chieti il quale spiega come l’afa rappresenti una vera e propria emergenza clinica per la terza età e per le persone fragili.
L’insidia della disidratazione “invisibile”
Il pericolo principale in queste giornate torride è la disidratazione acuta, una condizione che negli anziani si sviluppa in modo rapido e spesso silenzioso.
«Gli anziani, per la loro fisiologia, sudano meno e tendono a non avvertire lo stimolo della sete. Questo significa che un colpo di calore o uno stato di grave disidratazione possono manifestarsi non con la classica richiesta di acqua, ma attraverso sintomi atipici come una maggiore sonnolenza, uno stato di confusione o una minore vigilanza».
La perdita di liquidi non compensata va ad aggravare pesantemente i quadri clinici di pazienti già affetti da patologie croniche, in particolare di tipo cardiocircolatorio e respiratorio, diventando la causa primaria dei ricoveri ospedalieri in questo periodo.
Il vademecum dell’esperto: come difendersi
Forzare l’idratazione: dal momento che il corpo non invia il segnale della sete, è fondamentale “ingannare” l’organismo bevendo acqua regolarmente durante tutto l’arco della giornata. Spazio anche a cibi freschi, frutta e verdura, ricchi di sali minerali.
Rimodulare le terapie mediche: il caldo estivo provoca una naturale vasodilatazione che abbassa la pressione arteriosa. Chi assume farmaci per l’ipertensione o diuretici deve consultare tempestivamente il proprio medico di base per valutare una temporanea riduzione dei dosaggi. Il “fai da te”, in questo caso, è pericolosissimo.
Riorganizzare gli orari: divieto assoluto di uscire nelle ore centrali della giornata, indicativamente dalle 11:00 alle 18:00. Le commissioni o le passeggiate vanno anticipate al mattino presto o rimandate alla sera, preferendo sempre zone alberate, ombreggiate e ventilate.
Un dovere di comunità:
Oltre ai consigli prettamente medici, dagli esperti arriva anche un forte appello alla solidarietà sociale. Controllare i vicini di casa anziani, fare una telefonata ai parenti che vivono soli e assicurarsi che abbiano la casa rinfrescata (anche solo con un buon uso di ventilatori o condizionatori, evitando però flussi d’aria diretti sul corpo) sono piccoli gesti che, durante queste ondate di calore, possono letteralmente salvare una vita.
