Il piano regolatore portuale di Pescara va in Consiglio Regionale

Deliberata dalla giunta regionale la proposta di presentare per l’approvazione, al Consiglio regionale il nuovo Piano Regolatore del Porto di Pescara.

Lo ha reso noto il governatore Luciano D’Alfonso, nel corso della riunione dell’esecutivo regionale, riepilogando i principali elementi dello strumento pianificatorio, su cui l’assemblea regionale aveva già dibattuto in sede di esame di interpellanze ed interrogazioni.

ll Piano Regolatore Portuale, secondo la Giunta, è incardinato su alcune grandi strategie d’intervento come l’aumento della competitività e dei traffici merci e passeggeri e la sostenibilità dello sviluppo, oggi indispensabili per conferire al porto di Pescara, a valenza nazionale, le caratteristiche di modernità, funzionalità e piena efficienza. La sua approvazione costituisce la linea di demarcazione tra la vita e lo sviluppo e lo stallo e paralisi di questo importante nodo logistico”.

L’ITER E I CONTENUTI DEL PRP di PESCARA – Il Piano risale al 2008, prodotto dal Comune di Pescara, redatto dal Gruppo di lavoro di esperti. Prevede la realizzazione di spazi e opere marittime per contribuire a risolvere le attuali problematiche connesse alla qualità delle acque costiere. In particolare: la deviazione del tratto terminale del fiume Pescara (realizzazione dei nuovi moli guardiani nel tratto terminale del fiume posti all’esterno dell’attuale alveo fluviale, demolizione di parte del molo guardiano preesistente ricadente nel nuovo alveo, deviazione del fiume con realizzazione di un tratto in destra idraulica del nuovo molo); realizzazione della darsena commerciale (dighe e banchine, riempimenti e pavimentazioni, demolizioni e riutilizzazioni, arredi e impianti, dragaggi) con apertura al traffico crocieristico e di servizi traghetti in configurazione di trasporto misto nel segmento Ro – Pax, oltre al traffico Ro-Ro, nonché delocalizzazione su struttura off-shore dell’attracco rinfuse liquide; realizzazione del bacino peschereccio; opere retroportuali consistenti in: prolungamento dell’asse attrezzato in ambito portuale (arteria stradale E80), riadeguamento viabilità interna al porto, aree parcheggio e realizzazione della stazione marittima. Il Piano regolatore diverrà efficace ed entrerà in vigore con la pubblicazione del provvedimento consiliare di approvazione.

I FONDI – La Regione -ricorda D’Alfonso- si è fatta parte attiva e propositiva anche nel reperire le risorse per realizzare le opere marittime previste nel piano che in questa prima fase ammontano complessivamente a circa 21 milioni e mezzo di euro. In particolare, 18 milioni e mezzo sono le risorse previste nel Masterplan Abruzzo – “Patto per il Sud”, sottoscritto tra il Governo Italiano e la Regione Abruzzo per l’intervento di deviazione del Porto Canale di Pescara e, nel programma Par Fsc, per l’apertura della diga foranea del Porto. Altre ulteriori risorse, pari a circa 3 milioni di euro, sono del ministero dei Trasporti e della disponibilità del MIT, prevista dal Decreto Sblocca Italia per i lavori di dragaggio.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.