Sul Gran Sasso secondo rifugio distrutto dalla neve nel giro di una settimana: stavolta la slavina è scesa su una struttura, per fortuna vuota, a Fano Adriano
Il Rifugio del Monte, a circa 1600 metri di altitudine, si trova nel territorio di Fano Adriano ed è un punto di riferimento per gli escursionisti che percorrono il Sentiero Italia. La vallata, dominata dalla cima di Male Cupo, è stata investita da una slavina che ha provocato gravi danni strutturali. Per fortuna, al momento dell’impatto, nel rifugio non c’era nessuno.
È il secondo rifugio sepolto dalla neve nel giro di una settimana. Il 26 aprile, sempre sul Gran Sasso, una valanga si era abbattuta sul rifugio delle Solagne, nella valle del Chiarino. Anche in quel caso, come oggi, il rifugio era fortunatamente vuoto.
A dare notizia della slavina è Luigi Servi, il sindaco di Fano Adriano, piccolo comune della provincia di Teramo. “Poteva essere una Rigopiano-bis – ha detto -, per un puro caso in quel momento non c’era nessuno sia nel rifugio che nei dintorni”. La struttura, nata come ristoro per i pastori durante la transumanza e ora di proprietà dell’amministrazione comunale, ha avuto negli anni diverse gestioni. L’ultima un paio d’anni fa. “Eravamo vicini ad un accordo col Cai di Teramo – spiega il sindaco – per affidare loro la gestione”. “Fino a qualche tempo fa era in vigore un’ordinanza che vietava di raggiungere il rifugio – continua Servi -, poi il sentiero è stato riaperto, ma oggi è impossibile raggiungerlo a causa della troppa neve”. Secondo quanto riferito dal sindaco, il rifugio già in passato era stato oggetto di alcune slavine, sempre fortunatamente senza causare feriti.
A causa dell’instabilità del manto nevoso dovuta al brusco rialzo delle temperature, l’area è stata interdetta al transito di escursionisti e alpinisti. Una misura adottata per tutelare l’incolumità dei frequentatori e della popolazione residente.
A questo proposito si raccomanda la massima attenzione nel frequentare luoghi ancora innevati, in particolare è sconsigliatissimo, oltre che vietato, uscire dalle piste e dai percorsi già in sicurezza.
