A Pescara i Litfiba in concerto celebrano i 40 anni dall’uscita dell’album “17 Re”. Piero Pelù dal palco: «Viva l’Italia libera e antifascista. Questa è la nostra storia»
Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo: sul palco di Pescara c’è la storica formazione dei Litfiba, insieme alla batteria di Luca Martelli, per celebrare in concerto i quarant’anni di “17 Re”, uno dei dischi più amati del rock.
E a cantare successi intramontabili come “Oro nero”, “Sulla Terra”, “Apapaia”, “Re del silenzio”, “Tango” e “Pierrot e la luna” c’è il pubblico dei fan arrivati anche da fuori regione per omaggiare la rockband italiana che ieri sera si è esibita al Porto turistico Marina di Pescara, nell’ambito del cartellone del Terrasound festival, organizzato dalla Best eventi.
Con il brano “17 Re”, che nel 1986 fu escluso dall’album originale e la cui uscita 40 anni dopo ha aperto le porte al nuovo tour dei Litfiba, la rockband italiana saluta il suo pubblico e dà il via al concerto. 
Atmosfere dark, suggestioni latine e orientaleggianti e ballate, sostenute da testi di denuncia politica, che lo stesso Piero Pelù ha lanciato dal palco di Pescara con stoccate all’attuale governo e alle crisi internazionali: dal Ddl sulla caccia alle politiche scellerate di Trump, dalle guerre in corso ai disastri ambientali, passando per il cambiamento climatico e citando la remigrazione del generale. Poi l’omaggio all’Italia antifascista con il tricolore.
«Viva l’Italia libera e antifascista», ha gridato Piero Pelù dal palco. «Questa è la nostra storia, non vi offendete. È soltanto la nostra storia.»
