Una protesta silenziosa, portata avanti senza interrompere il lavoro perché per loro, per i 30 dipendenti del Centro turistico del Gran Sasso, mandare avanti la funivia che trasporta turisti, sciatori e snowbordisti a Campo Imperatore è un dovere, una responsabilità. Così questa mattina impiantisti, amministrativi, addetti alla biglietteria, battipista, hanno inscenato la loro forma di protesta per dire basta a una situazione di precarietà che si protrae da troppo tempo. Ora il centro turistico del Gran Sasso, una delle aziende municipalizzate del Comune, è interessato da una vasta operazione di privatizzazione, gestita da Invitalia, sulla quale chiedono chiarezza. Intanto si respira un’atmosfera di timore fra i dipendenti, che rinunciano a denunciare al microfono le loro preoccupazioni. Preoccupazioni legate al futuro dell’azienda, sull’orlo del fallimento secondo i rappresentanti sindacali della Filt-Cgil, della Uilt-Uil e dell’Ugl, ma anche al come mantenere le proprie famiglie di fronte ai continui ritardi nei pagamenti degli stipendi.
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