Serie D: Recanatese, Sammaurese, Termoli e Fossombrone contestano la sanzione del Tribunale Federale che giovedì scorso 30 aprile non ha inflitto alcuna penalizzazione al Chieti: “A rischio la parità competitiva del campionato”. Le quattro società, assistite dall’Avvocato Mattia Grassani, chiedono che l’organo inquirente impugni la decisione per tutelare la regolarità del campionato di Serie D, ritenendo inadeguata la sanzione di 5000 euro per irregolarità amministrative. Ricordiamo che il Presidente Di Labio è stato inibito per tre mesi.
In data odierna, mercoledì 6 maggio 2026, la U.S. Recanatese A.S.D., guidata dal Presidente Massimiliano Guzzini, insieme a Sammaurese, Termoli 1920 e Forsempronese 1949, ha presentato un atto di significazione alla Procura Federale presso la FIGC per contestare la sentenza del Tribunale Federale Nazionale relativa al deferimento della S.S. Chieti F.C. 1912. Le quattro società, assistite dall’Avvocato Mattia Grassani, chiedono che l’organo inquirente impugni la decisione per tutelare la regolarità del campionato di Serie D, ritenendo inadeguata la sanzione di 5.000 euro di ammenda e tre mesi di inibizione inflitta al club abruzzese per irregolarità amministrative.
Il corpo della vicenda riguarda il mancato rispetto dei termini federali per il deposito delle dichiarazioni liberatorie. Nello specifico, alla società neroverde era stato contestato il mancato versamento, entro il termine perentorio del 31 gennaio 2026, delle spettanze relative al calciatore Jacopo Surricchio (mesi di ottobre, novembre e dicembre 2025) e agli allenatori Francesco Del Zotti e Paolo D’Ercole. Per i due tecnici, secondo quanto emerso, risultavano corrisposti solo gli emolumenti di agosto 2025, lasciando scoperte le mensilità fino al 31 dicembre scorso.
Secondo la tesi sostenuta dal legale Mattia Grassani, la parità competitiva deve essere il cardine di una competizione nazionale, specialmente a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 36/2021 che inquadra la prestazione sportiva dilettantistica come un vero e proprio rapporto di lavoro.
Le società firmatarie dell’esposto hanno dunque sollecitato la massima attenzione da parte della Procura Federale, riservandosi il diritto di intervenire direttamente nel giudizio di secondo grado. L’obiettivo è garantire che il finale di stagione non venga alterato da decisioni ritenute eccessivamente lievi a fronte di violazioni dei regolamenti finanziari, elementi che, secondo le ricorrenti, minano l’integrità del sistema sportivo dilettantistico italiano.