Abruzzo, istituita la Consulta regionale di Salute mentale

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Istituita la Consulta regionale di Salute mentale. Eugenio De Caro, presidente Associazione Percorsi: “Risultato eccellente, ora lavoriamo sul campo con l’assessore Verì, i dirigenti e le associazioni”.

 La giunta abruzzese, con la delibera 108 del 28 febbraio scorso, ha istituito la Consulta regionale di Salute mentale – CRSM – avente il compito di coadiuvare il Gruppo tecnico. Uno strumento già previsto dal piano sanitario regionale del 2008/2010 ma mai attivato finora.

Sarà composta dai direttori del dipartimento Sanità; dell’Agenzia Sanitaria Regione Abruzzo (ASR), dei Dipartimenti di Salute mentale delle ASL regionali, e, tra gli altri, anche dai  legali rappresentanti delle associazioni rappresentative dei bisogni  di utenti e familiari in ambito di salute mentale: 180 Amici dell’Aquila; Altri Orizzonti Onlus, Cittadinanzattiva Abruzzo APS, Presidio Ospedaliero Ortona, Cosma, Di.A.Psi Abruzzo, Percorsi.

«Esprimiamo la nostra soddisfazione», esordisce Eugenio Di Caro, presidente dell’associazione Percorsi, «e ringraziamo l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì  per la creazione di questa consulta e per il lavoro svolto con noi in collaborazione con le organizzazioni sindacali e con i dirigenti regionali. Abbiamo lottato per ottenere questo risultato e siamo contenti. Ora attendiamo al più presto un incontro (sperando di poterlo fare in presenza) nella sede dell’assessorato, in modo da focalizzare i temi più importanti. Il nostro obiettivo», aggiunge Di Caro, «è mettere insieme i fondi del sociale e della sanità. I problemi sono tanti, i fondi ci sono e a volte non vengono impiegati con la massima efficienza. Il fulcro degli interventi deve essere quello di mirare alla residenzialità e alla autonomia delle persone affette da disagi psichici e sono convinto che tutti noi potremo fare un lavoro corretto, economicamente e socialmente».

La riabilitazione di persone con disagio mentale passa attraverso due fondamentali strumenti: la cura sanitaria medica e anche, e per certi versi soprattutto, la capacità di reinserire questi soggetti in un tessuto sociale.

La sanità ha bisogno del sociale, e viceversa. Ma il reinserimento nella vita quotidiana avviene, oggi, fondamentalmente con l’apporto della miriade di associazioni presenti sul territorio a tutela di migliaia di cittadini.

«Il nostro obiettivo», conclude Di Caro, «è dare alle persone la massima capacità di autonomia possibile il che vuol dire dar loro dignità. Ciò è possibile non solo con i farmaci ma anche con il supporto umano, in modo da rendere il singolo paziente in grado di relazionarsi con gli altri. Con la Consulta regionale di Salute mentale questo risultato sarà sempre più raggiungibile».