Pescara calcio: play out a un punto, la salvezza diretta resta a quattro lunghezze. A Carrara (2-2) altra occasione mancata. Solite gravi lacune sulle palle inattive. I biancazzurri non sono solidi, non sono cattivi nel difendere e portare a casa un risultato, in questo caso la vittoria. Altre due reti incassate. Fare 3 o più gol per vincere è utopistico. Sabato prossimo (ore 15) la Juve Stabia all’Adriatico.
Il calcio è uno sport a punteggio basso. Per questo gli errori pesano. Con la Sampdoria un atteggiamento finale suicida. Ieri a Carrara due errori marchiani su altrettanti calci da fermo. Incommentabile il primo che nasce da un rinvio su calcio di punizione del portiere Bleve. Difesa totalmente impreparata. Nessuno assorbe l’inserimento di Distefano. Tiro tutt’altro che irresistibile. Non esente da responsabilità neanche il portiere Saio.
Il Pescara impatta male (non c’è intensità), sbanda e rischia di subire il secondo gol (provvidenziale Cagnano sullo stesso Distefano). Poi la reazione, soprattutto il gioiello di Letizia. Prodezza da numero 10. Destro a giro, pallone all’incrocio. Una meraviglia.
Nella ripresa i biancazzurri continuano a crescere. In contropiede Valzania (il migliore) costringe il portiere toscano Bleve a un grande intervento. Preludio al vantaggio/ribaltone. La firma di Acampora servito da Insigne che, però, subito dopo spreca l’impossibile sul palo timbrato da Meazzi.
È vero, il Pescara non chiude la partita ma non dà mai l’impressione di difendere come si deve per portare a casa il risultato. In questo caso la vittoria. Non c’è cattiveria. Sui calci da fermo le marcature sono sempre larghe. Solite amnesie che restano inconcepibili.
Ciò che accade a 7′ dall’epilogo. Sul corner a uscire di Rouhi, Bouah stacca indisturbato e fissa il risultato sul 2-2. Gravillon non salta, Capellini sì ma viene scavalcato dal pallone.
Addirittura, all’ultimo respiro, da un corner fotocopia il neo entrato Torregrossa prende posizione a centro area ma indirizza centralmente.
Annotazione tattica: Olzer mezz’ala, Acampora tra le linee. Ha un senso far giocare Acampora tra le linee se alle spalle giocano tre centrocampisti puri. Lui fa il quarto, fa interdizione, gioca la palla e si inserisce. Per contro, Olzer mezz’ala non ti assicura rientri e, in generale, fase di non possesso. Acampora nel momento in cui viene saltato, dietro non ha chi può coprirlo in modo adeguato. Paradossalmente li limiti tutti e due.
Play out a un punto, salvezza diretta a quattro lunghezze. Sabato prossimo (ore 15) la Juve Stabia all’Adriatico. Quindi il Padova fuori e, venerdì 8 maggio, lo Spezia davanti al pubblico amico. Ora, davvero, non si potrà più sbagliare. Soprattutto in difesa.
Classifica (35esima giornata)
Venezia 75; Monza e Frosinone 72; Palermo 68; Catanzaro 56; Modena 52; Juve Stabia 49; Cesena 44; Carrarese e Avellino 43; Sud Tirol, Mantova, Padova e Sampdoria 40; Empoli 37; Entella 36; Bari 34; Pescara, Spezia e Reggiana 33
Nel prossimo turno scontro diretto Entella-Padova. Bari di scena ad Avellino, Spezia a Catanzaro, Empoli sul campo della capolista Venezia mentre la Reggiana ospiterà il Palermo.
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