Omicidio Pescara: inquirenti alle prese con gli errori del killer. Conclusa l’autopsia sul corpo di Albi

Il bar del Parco teatro della sparatoria

Terminata l’autopsia sul corpo di Walter Albi, l’architetto di 66 anni residente a Francavilla, ucciso nell’agguato di lunedì sera a Pescara. Inquirenti, intanto, impegnati nelle indagini che tratteggerebbero un killer non di professione a giudicare dagli errori commessi

Il Pm Andrea Di Giovanni ha affidato l’incarico al medico legale Ildo Polidoro che si era già occupato di una prima ricognizione cadaverica. Da questa si è appreso che Albi è stato raggiunto da diversi colpi, di cui due a distanza ravvicinata: quelli fatali al volto, gli altri due, sparati da dietro la siepe all’esterno del Bar, al torace e all’addome. Il particolare dei colpi sparati è importante perché costituisce un elemento che porta  gli inquirenti a focalizzarsi sui diversi errori commessi dal killer sul quale si nutrono seri dubbi sul fatto che sia un professionista.

Il primo errore è proprio questo: l’aver svuotato l’intero caricatore sulle vittime, 6 colpi su Cavallito e 4 su Albi. Un vero professionista, ci insegna la cronaca, si lascia sempre un paio di colpi in canna per eventuali contrattempi durante la fuga. Altro errore, che un professionista difficilmente commette, quello di non avere ucciso Cavallito lasciando di fatto in vita una figura che potrebbe rivelarsi fondamentale per le indagini. Altro errore, forse il più grave, è quello di essersi dimenticato, dopo aver prelevato dal tavolo i cellulari di Albi e Cavallito, un terzo telefono la cui sagoma è riconoscibilissima in una foto scattata subito dopo la tragedia e che è diventata subito virale. Quel dispositivo è stato chiaramente prelevato dagli uomini della Scientifica e potrebbe risultare determinante per la soluzione del caso: lì potrebbero esserci tracce su contatti tra le vittime ed il killer o chi l’ha mandato, visto che i due hanno riferito al barista che aspettavano altre persone.

Considerato il più stretto riserbo su eventuali sviluppi delle indagini, non si esclude nemmeno il fatto che il caso possa, a questo punto, essere risolto molto prima di quanto ci si aspettasse. Intanto riserbo anche sulle condizioni di salute di Luca Cavallito che resta piantonato H24 in ospedale e che potrebbe, a breve, essere sottoposto ad un terzo intervento chirurgico per estrarre il proiettile rimasto incastrato nella testa dell’omero.

Quanto all’autopsia sul corpo di Albi, il medico legale Ildo Polidoro ha impiegato oltre 6 ore per l’esame autoptico. I proiettili che hanno colpito l’architetto francavillese sono stati probabilmente quattro. Le pallottole lo hanno raggiunto al cranio, al collo e al torace. Subito dopo il nulla osta del magistrato, la salma potrà essere riconsegnata alla famiglia.