Vinitaly: Salvini nello stand dell’Abruzzo pensa ad un brindisi per la famiglia nel bosco

“Spero che la famiglia nel bosco possa festeggiare con un buon Montepulciano la riunificazione…”: così il ministro Salvini nello stand dell’Abruzzo. Terza giornata di degustazioni all’insegna del Pecorino d’Abruzzo

Accompagnato dal sottosegretario D’Eramo, Salvini trascorre qualche minuto nello stand che raccoglie i vini abruzzesi al Vinitaly di Verona e al microfono del Tg8 parla di un Abruzzo vivace, con ottimi vini, alle prese con le difficoltà a lui ben note del post maltempo in termini di viabilità e capace di esprimere eccellenze agricole ed economiche più in generale.

La terza giornata di Vinitaly ha acceso i riflettori su uno dei protagonisti più dinamici del panorama enologico italiano il Pecorino d’Abruzzo. Un vitigno a bacca bianca che, negli ultimi anni, ha registrato una crescita significativa, arrivando a superare i 2 mila ettari vitati e conquistando un ruolo centrale nella nuova stagione dei vini bianchi italiani, grazie a freschezza, struttura e notevole capacità evolutiva.

Particolarmente partecipata, la masterclass dedicata al Pecorino d’Abruzzo, che ha proposto un confronto tra diverse interpretazioni provenienti dalle principali sottozone abruzzesi. Un viaggio sensoriale che ha evidenziato come questo vitigno riesca a esprimere caratteri distintivi a seconda dei territori, confermandosi versatile e identitario al tempo stesso. L’appuntamento ha assunto un valore ancora più profondo con il tributo a Luigi Cataldi Madonna, figura chiave della viticoltura contemporanea, scomparso l’8 dicembre 2025. Considerato un pioniere della viticoltura di montagna, è stato tra i primi a credere nelle potenzialità del Pecorino, contribuendo in maniera determinante alla sua affermazione.

All’evento erano presenti Giulia Cataldi Madonna, il giornalista Giorgio D’Orazio, la Master of Wine Cristina Mercuri, il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo Alessandro Nicodemi e il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente.

“Il tributo a Luigi Cataldi Madonna rappresenta un omaggio doveroso a una delle figure più carismatiche ed influenti dell’enologia italiana contemporanea. Scomparso, l’8 dicembre 2025, conosciuto da tutti come il Professore poiché, oltre a guidare la storica cantina di famiglia a Ofena, è stato docente di Filosofia all’Università dell’Aquila, Luigi – ha detto il presidente Nicodemi – è stato un vero pioniere della viticoltura di montagna e ha saputo elevare la percezione del Pecorino d’Abruzzo. Tra vitigni a bacca bianca il Pecorino ha un ruolo di primissimo piano, ha affiancato e superato anche il nostro Trebbiano d’Abruzzo e, nel panorama nazionale, rappresenta – ha detto ancora il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo – un vino bianco cui tutti fanno riferimento perché ha delle peculiarità che oggi riescono ad incontrare il nuovo gusto dei consumatori. Luigi Cataldi Madonna ormai trentacinque anni ha creduto in questo vitigno e ci ha lasciato un patrimonio inestimabile, dimostrandone non solo la bontà ma anche la longevità”.

“Grazie per questo omaggio al lavoro di papà – ha detto commossa Giulia Cataldi Madonna, figlia del professore che dal 2019 tiene saldamente le redini dell’azienda di Ofena – che riconosce in lui il padre del Pecorino italiano. È stato il primo a chiamarlo con questo nome che è anche un po’ bizzarro visto che poteva essere confuso con il formaggio. È stato lui che con coraggio, decise negli anni Novanta di piantare i primi vitigni. Nel 1997 il primo vino, dalle caratteristiche dirompenti, originali; in un’epoca in cui i vini erano tondi. Ma la sua fu un’intuizione giusta – ha aggiunto Giulia Cataldi Madonna -; oggi si vendono 8 milioni di bottiglie. L’insegnamento di mio padre? Quello di aver tracciato una strada che, per fortuna per me, è ancora percorribile perché era un uomo all’avanguardia. Io sto ancora lavorando con quello che ci siamo detti qualche mese fa”.

Un appuntamento che ha rappresentato non solo un momento di memoria, ma anche un’occasione di riflessione sul futuro del vitigno. Il confronto tra le diverse sottozone ha infatti confermato come il Pecorino d’Abruzzo sia oggi uno dei vini su cui investire maggiormente, non solo in termini quantitativi ma anche per qualità e capacità di interpretare stili differenti.