Vertenza L Foundry: 3 giugno nuovo tavolo in Regione

Resta alta la tensione sul futuro occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori somministrati fino a 5 mesi fa in forza presso la LFoundry.

FeLSA CISL, Nidil CGIL e UILTemp UIL annunciano il ritorno al tavolo di confronto presso la Regione Abruzzo per il prossimo 3 giugno, un appuntamento cruciale per ridiscutere il destino di 93 lavoratori ad oggi esclusi dal ciclo produttivo di LFoundry.

La vertenza, iniziata alla fine del 2024 con l’annuncio da parte di LFoundry della cessazione immediata di tutti i contratti di somministrazione, aveva visto un primo spiraglio grazie alla sottoscrizione del contratto di solidarietà, uno strumento che di fatto era riuscito a scongiurare le cessazioni dei contratti di lavoro di operai e carrellisti che, sebbene per il tramite delle agenzie per il lavoro Openjob e Gigroup, operavano presso la multinazionale avezzanese anche da oltre un decennio.

Il ricorso all’ammortizzatore accompagnato da un meccanismo di rotazione del personale, era l’impegno che l’azienda aveva assunto negli incontri tenutisi presso l’Assessorato al Lavoro della Regione Abruzzo, alla presenza dell’ Assessore Magnacca. Lo strumento avrebbe dovuto consentire il rilancio dell’azienda e al contempo il mantenimento dei livelli occupazionali. Ma ciò non è stato.

“Nei mesi scorsi ci siamo trovati ripetutamente a denunciare come l’azienda abbia disatteso l’impegno assunto in sede istituzionale e volto a garantire la rotazione di tutto il personale. Di conseguenza, i lavoratori somministrati si vedono completamente sospeso il rapporto di lavoro dal 1° gennaio 2026, subendo un pesantissimo impatto sul fronte del reddito e dei salari.

Nonostante le ininterrotte richieste da parte di FeLSA CISL, Nidil CGIL e UILTemp UIL, l’azienda ha continuato ad osservare per mesi un “religioso silenzio” sul futuro occupazionale dei 93 somministrati appesi a un filo, disattendendo anche l’incontro convocato dall’Assessore Magnacca per lo scorso 18 febbraio e fortemente sollecitato dai sindacati dei somministrati.

Di contro nei giorni scorsi a mezzo stampa, i vertici di LFoundry hanno fatto “chiarezza” sul futuro dello stabilimento avezzanese, rassicurando i 1300 dipendenti diretti e definendo “temporaneo” il ridimensionamento del personale in somministrazione fisiologicamente “inserito nella gestione congiunturale dei volumi produttivi”.

Ma la realtà parla di persone a zero ore da ormai cinque mesi. Lavoratori e lavoratrici, in alcuni casi in forza da oltre 10 anni, perfettamente inseriti e specializzati nel ciclo produttivo dello stabilimento”. Dunque ci chiediamo: quando terminerà questo “temporaneo ridimensionamento?”

Il tavolo del 3 giugno convocato dalla Regione che vede la partecipazione di azienda e Parti Sociali, rappresenta uno snodo fondamentale della vertenza.

“L’obiettivo di FeLSA CISL, Nidil CGIL e UILTemp UIL resta uno solo: il reinserimento lavorativo immediato dei somministrati e il rispetto degli accordi presi, auspicando che dall’incontro emergano novità positive e concrete per salvaguardare oltre ai 1300 dipendenti diretti, anche i 93 lavoratori delle agenzie. Questa è la richiesta che ancora una volta porteremo dinanzi a all’azienda”.

Luca Pompei: