La richiesta da parte sindacale di annullare la procedura di cessione del ramo d’azienda non è stata accolta, per questo “le RSU degli stabilimenti Dayco 1, 2, 3 e 4, decidono di mantenere lo stato di agitazione e proclamano ulteriori giorni di sciopero a partire dalle 00,00 del 24 giugno fino alle 0re 24,00 del 27 giugno”
Forse era nell’aria, di certo quanto emerso al termine dell’incontro di oggi in Confindustria a Pescara conferma i timori dei dipendenti dei tre stabilimenti Dayco in Abruzzo. La breve nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil parla chiaro: la richiesta da parte sindacale di annullare la procedura di cessione del ramo d’azienda non è stata accolta. Un incontro, protrattosi anche nel pomeriggio, tra la Direzione Dayco Europe srl, le segreterie regionali di Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL unitamente alle RSU degli stabilimenti abruzzesi di Chieti, Manoppello e Colonnella ha visto l’azienda ferma e irremovibile su già note posizioni, le stesse per le quali nelle tre sedi abruzzesi da mesi si va avanti con assemblee, scioperi e tensioni.
L’incontro di oggi, convocato da Confindustria dopo gli scioperi ancora in atto di tutti i dipendenti, ha portato sul tavolo una sola richiesta sindacale ossia quella di annullare la procedura di cessione del ramo d’azienda.
“Al rifiuto da parte dei vertici aziendali, le RSU degli stabilimenti Dayco 1, 2, 3 e 4, decidono di mantenere lo stato di agitazione e proclamano ulteriori giorni di sciopero a partire dalle ore 00,00 del 24 giugno 2026 alle 0re 24,00 del 27 giugno 2026. Per il solo stabilimento di Colonnella (Stab. 4), lo sciopero sarà a partire dalle ore 01,00 del giorno 24 giugno 2026 alle ore 01,00 del giorno 28 giugno 2026”: così le breve nota congiunta dei sindacati.
Lo sciopero dei lavoratori, da mesi, si focalizza sulla tutela dei posti di lavoro (con un rischio stimato per circa 88 posizioni) e per chiedere garanzie sul futuro degli stabilimenti. A Manoppello e Chieti si concentra gran parte del lavoro sui semilavorati e ricerca, mentre a Colonnella si producono cinghie dentate per veicoli ed e-mobility. A livello globale, il gruppo conta circa 1.900 dipendenti.
Questa mattina, intanto, il sindaco di Chieti Giovanni Legnini e l’assessore Manuel Pantalone hanno partecipato al presidio dei lavoratori Dayco di Chieti Scalo e Manoppello, “per testimoniare la vicinanza dell’Amministrazione comunale ai lavoratori in una fase di forte preoccupazione”. Nel corso dell’incontro con i dipendenti e le organizzazioni sindacali, il sindaco ha ribadito l’attenzione dell’Amministrazione verso una realtà produttiva che rappresenta da anni un presidio industriale strategico per il territorio e per centinaia di famiglie.
