Sulle condizioni della piccola della famiglia del bosco, ricoverata presso la Pediatria dell’ospedale di Vasto, le comunicazioni ufficiali arrivano dalla Asl e parlano di “miglioramento. Amici di famiglia raccontano intanto di esser stato loro impedito di far visita alla piccola: “Le abbiamo lasciato dei fiori e un messaggio speriamo glieli diano…”
“Proseguono le terapie che i medici hanno prescritto per curare in modo appropriato la patologia respiratoria da cui è affetta, di probabile natura virale, fatto comune nei più piccoli specie in questo periodo”. “La bimba è serena- prosegue la nota della Asl- e riceve la visita dei genitori tutti i giorni e collabora con la maestra presente in reparto. I medici e il personale infermieristico prestano alla piccola paziente la migliore assistenza e le cure del caso, con la competenza e la professionalità che da sempre caratterizzano la Pediatria di Vasto, e mai messe in discussione”.
Si recano all’ospedale di Vasto per visitare la figlia di Nathan e Catherine, della cosiddetta ‘famiglia nel bosco’, ricoverata da domenica, ma raccontano che è stato impedito loro l’accesso. Poi raggiungono la casa famiglia dove si trovano gli altri due fratelli e, ugualmente, non possono incontrare i bimbi. “Sapevamo che la piccola aspettava con entusiasmo il nostro arrivo e ci si è spezzato il cuore non poterla neanche salutare – dichiarano Mara e Fabrizio, amici di famiglia che la bimba conosce bene -. Non serve essere psicologi per capire che disattendere la parola data a una
bambina è come un tradimento. Le abbiamo lasciato un omaggio floreale con un biglietto. Speriamo glielo consegnino”. A confermare gli episodi è lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente dei legali che assistono la famiglia, il quale all’ANSA dichiara: “Forse si potrebbe gestire con maggiore sensibilità un caso come questo”. Ricorda di aver chiesto già due giorni fa un contatto telefonico con il primario della divisione ospedaliera, ma ancora senza esito. Inoltre, dopo aver letto la nota con cui la Asl Lanciano Vasto Chieti parla del miglioramento delle condizioni della piccola, conclude: “Non ho mai avuto dubbi sulla professionalità dei sanitari, già apprezzata in passato proprio per la valutazione dei tre bimbi. Ho chiesto solo un po’ di sensibilità in più nella gestione del
caso” dice riferendosi alla necessità che un genitore resti insieme alla bambina durante la degenza, non solo in orario di visite.