Dopo un interrogatorio durato tutta la notte, a Vasto è in stato di fermo il padre del ragazzo di 21 anni ucciso con un’ascia come confermato dal procuratore della Repubblica di Vasto, Domenico Angelo Raffaele Seccia. La lite fra i due sarebbe scoppiata a casa, in assenza della madre, e sarebbe scaturita dal rifiuto del ragazzo di partecipare a un corso: l’ascia è stata ritrovata nel garage
E’ un’ascia l’arma del delitto di ieri a Vasto. Lo ha confermato questo pomeriggio il procuratore della Repubblica di Vasto, Domenico Angelo Raffaele Seccia, che ha convocato una conferenza stampa per informare sugli sviluppi investigativi relativi all’omicidio del 21enne Andrea Sciorilli. A colpire il ragazzo è stato il padre, Antonio Sciorilli, reo confesso, oggi condotto in carcere, ma ancora senza un capo di imputazione a suo carico. Si tratta, ha detto Seccia, di “un delitto nato, purtroppo, in un ambiente di contrasti familiari che si sono acuiti in maniera esponenziale negli ultimi tempi”.
La lite fra i due sarebbe scoppiata a casa, assente la madre, e sarebbe scaturita dal rifiuto del ragazzo di partecipare a un corso da istruttore amministrativo a Piacenza dove il padre avrebbe voluto che andasse. Una lite sfociata, probabilmente, in una colluttazione e poi degenerata. Con l’ascia, poi ritrovata dagli investigatori nel garage, l’uomo avrebbe raggiunto il figlio tre volte, sferrando quello che potrebbe essere stato il colpo mortale allo sterno. Tracce di sangue sono state trovate in casa.
Secondo i rilievi della Scientifica, l’aggressione è iniziata in camera da letto. Antonio Sciorilli ha impugnato un’ascia custodita in casa colpendo il giovane ripetutamente: tre i fendenti profondi, oltre a diverse ferite di striscio. I colpi hanno raggiunto la vittima al cranio e allo zigomo, ma quello fatale è stato sferrato allo sterno. Successivamente, l’uomo avrebbe trascinato il corpo fino al garage, dove la salma è stata rinvenuta accanto all’auto del trentenne.
A confermare la notizia del fermo è l’avvocato dell’uomo, Massimiliano Baccalà, che stamane ha preso l’incarico difensivo di Antonio Sciorilli, il 52enne fermato per la morte del figlio 21enne Andrea.
L’avvocato Baccalà, amico di Antonio Sciorilli, dirigente amministrativo della Asl Lanciano Vasto Chieti, ha detto: «La situazione è delicata, Antonio è sotto shock e in stato confusionale. Chiedo un po’ di rispetto come amico di Antonio per la situazione familiare. «È un doppio dolore quello di madre e moglie, quello di sorella e figlia».
Il cordoglio del Direttore generale della Asl:
«Dolore e sconcerto: questi i sentimenti che pervadono stamattina la nostra Azienda tutta, in un lunedì cupo, carico di angoscia per una tragedia che ci colpisce lasciandoci senza parole. Per la gravità dell’accaduto e per il coinvolgimento di un nostro dirigente la cui competenza professionale è riconosciuta e apprezzata. Antonio Sciorilli è un giurista che ha dato sempre un contributo importante alle questioni amministrative complesse, e sotto il profilo umano ha mantenuto una condotta impeccabile, improntata al rispetto. A questa famiglia così duramente provata va la vicinanza di tutta la Asl, e a nome della Direzione e dei dipendenti esprimo i sentimenti di partecipazione accorata e sincera a un evento drammatico che travolge tante vite».