A Teramo prosegue l’iter per la realizzazione del biodigestore in contrada Carapollo
Il Comune ha pubblicato il bando di gara da circa 30 milioni di euro per l’affidamento dei lavori di costruzione dell’impianto di digestione anaerobica destinato al trattamento dei rifiuti organici, che sorgerà nell’area oggi occupata dal vecchio inceneritore.
L’intervento rappresenta uno dei tasselli centrali del più ampio piano promosso dall’amministrazione comunale e dalla TeAm per la riqualificazione del sito di Carapollo. Il progetto prevede infatti sia la demolizione dello storico impianto, inutilizzato da decenni, sia la realizzazione del nuovo biodigestore, con un investimento complessivo di circa 43 milioni di euro. L’obiettivo è modernizzare il sistema di gestione dei rifiuti, incrementare la sostenibilità ambientale e contenere i costi del servizio.
Sul fronte delle risorse economiche, l’opera è sostenuta da un finanziamento del Pnrr pari a 28 milioni di euro, mentre i restanti 15 milioni provengono da un mutuo contratto dal Comune con la Cassa Depositi e Prestiti.
Parallelamente procede il percorso di smantellamento dell’ex inceneritore. Nelle scorse settimane il Comune ha affidato ad una ditta della provincia di Taranto, i lavori di demolizione attraverso un appalto da 4 milioni di euro. L’area, dove sorge un impianto fermo dal 1987 e rimasto per anni in stato di abbandono, è già stata messa in sicurezza con le operazioni preliminari all’abbattimento e alla successiva bonifica ambientale. Le attività dovrebbero concludersi entro il prossimo settembre.
Per quanto riguarda il biodigestore, le imprese interessate potranno presentare le offerte entro il 10 luglio. Successivamente si procederà con la valutazione delle proposte e l’aggiudicazione dell’appalto. Se non emergeranno ostacoli amministrativi o contenziosi, il cantiere potrebbe aprire entro la fine del 2026.
Una tempistica che supera il termine originariamente fissato dal Pnrr, che prevedeva il completamento delle opere entro giugno 2026. Tuttavia, recenti provvedimenti hanno introdotto proroghe per alcune categorie di investimenti. Tra queste potrebbe rientrare anche il progetto teramano, considerato che il futuro impianto produrrà biometano attraverso il trattamento della frazione organica e di scarti agricoli. La proroga approvata in Senato per gli impianti legati alla filiera del biometano sposta infatti la scadenza a metà del 2028.
