Nuove contestazioni del WWF Abruzzo sul progetto del quarto lotto della Teramo-Mare
L’associazione ambientalista ha trasmesso ai ministeri dell’Ambiente e della Cultura una serie di osservazioni nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale ancora in corso, evidenziando quelle che definisce «gravi criticità» sia sotto il profilo paesaggistico sia ambientale. Nel documento inviato ai ministeri, il WWF sottolinea come il nuovo tracciato rischi di accentuare la frammentazione degli habitat naturali in un contesto già fortemente trasformato dall’azione dell’uomo, aumentando il consumo di suolo e incidendo sugli equilibri idrogeologici del territorio. Pur riconoscendo alcune modifiche migliorative rispetto alla versione originaria del progetto, gli ambientalisti ritengono che l’intervento continui a rappresentare una pesante ferita per il paesaggio della valle del basso Tordino.
Per questo il WWF non si limita a contestare l’opera, ma chiede anche l’individuazione di una soluzione alternativa al tracciato proposto. Secondo l’associazione, è necessario studiare un percorso diverso che, oltre a garantire il collegamento infrastrutturale previsto, sia in grado di affrontare e risolvere le criticità già presenti nel territorio senza aggravare il consumo di suolo e la pressione sugli ecosistemi più delicati.
Le criticità riguardano anche la fascia di tutela fluviale. Secondo il WWF, infatti, il percorso previsto per l’asse 2 continuerebbe a interessare l’area di rispetto di 150 metri dal fiume Tordino, mantenendo aperte le preoccupazioni legate alla conservazione dell’ambiente naturale.
Particolarmente delicata, inoltre, la situazione nella zona di Coste Lanciano, all’inizio del tracciato. Qui il progetto prevede la tombatura di alcuni laghi artificiali e il trasferimento della fauna presente verso altri specchi d’acqua vicini. Una soluzione che il WWF giudica rischiosa, sia per gli ecosistemi destinati a scomparire sia per quelli che dovrebbero accogliere le specie trasferite.
Secondo l’associazione, interventi di questo tipo possono alterare significativamente gli equilibri ecologici, soprattutto quando le operazioni di traslocazione di flora e fauna non vengono precedute da approfondite valutazioni scientifiche e dall’applicazione dei protocolli internazionali previsti per questi casi.