Per la morte avvenuta nel 2023 a Spoltore di Alina Cozac, la Corte d’appello dell’Aquila ha rideterminato oggi la pena dell’imputato, il compagno Mirko de Martinis, accusato di averla uccisa, in 24 anni di reclusione, riqualificando in omicidio volontario e non preterintenzionale come era stato deciso in primo grado
La morte di Alina Cristina Cozac era avvenuta a Villa Raspa di Spoltore nella notte tra il 22 e il 23 gennaio del 2023. Il compagno, Mirko De Martinis, era stato condannato in primo grado a 18 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. La pubblica accusa aveva chiesto l’ergastolo per il 51enne di Spoltore. De Martinis si è sempre dichiarato innocente e, tramite i suoi legali, aveva chiesto il processo di appello.
Da parte dei legali della famiglia di Alina, gli avvocati Della Rovere e Biscotti, oggi c’è soddisfazione perché si è riconosciuto l’omicidio volontario, hanno spiegato. Non poteva trattarsi di omicidio preterintezionale, hanno insistito.
Dall’altra parte c’è De Martinis, che era presente in aula accompagnato dalla sorella, che continua a dichiararsi innocente e il suo avvocato Antonio Di Blasio ha già dichiarato che andrà in Cassazione.
La notte dell’omicidio, De Martinis chiamò i soccorsi parlando di malore della donna e fu lui stesso con la sorella a chiedere l’autopsia, ha ricordato.
In realtà il legale Di Blasio parla di perizie troppo discordanti tra loro e di una morte che potrebbe essere sopraggiunta a causa della coronarite che aveva o pure per le manovre per soccorrere la donna quella notte.
Il legale ha pure ricordato che i medici di Torino nominati dalla Corte spiegarono che non si poteva escludere né una cosa né l’altra cioè il soffocamento oppure la morte naturale.
La difesa anche oggi aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato spingendo verso un approfondimento sulle condizioni di salute della vittima, sostenendo che non c’erano né movente e nè prove.
De Martinis ha sempre continuato a dichiarare che con la compagna non c’era nessuna lite in corso, più volte si era sentita male e per lui non si può non considerare che sono stati lui e la sorella a chiedere che venisse effettuata l’autopsia all’epoca.