Studente abruzzese morto a Perugia: oggi la prima udienza

Oggi in Corte d’Assise, a Perugia, udienza aperta e rinviata nel processo per la morte di Andrea Prospero, il giovane universitario di Lanciano

Lo studente 19enne venne trovato senza vita un anno fa in una casa centrale della città universitaria. Il processo si è aperto, come previsto, con la nuova richiesta di patteggiamento avanzata dai legali dell’unico imputato, il 19enne romano Emiliano Volpe, accusato di istigazione o aiuto al suicidio.

Ad annunciare la richiesta del nuovo patteggiamento è statala difesa di Volpe. L’udienza è stata subito rinviata al 26 febbraio, su richiesta degli stessi legali che hanno chiesto tempo per il
patteggiamento “non ancora definito”.

Il giovane oggi non era in aula. Presenti invece il padre e la sorella di Prospero. L’avvocato Carlo Pacelli, uno dei legali di parte civile per a famiglia Prospero, ha spiegato che i suoi assistiti “non vogliono vendetta ma una pena giusta”.

Riguardo alla richiesta di patteggiamento, il procuratore di Perugia Raffaele Cantone ha spiegato che “serve tempo per una interlocuzione tra le parti”.

Volpe e Prospero non si conoscevano personalmente, ma erano in contatto via web. Secondo l’accusa il giovane romano avrebbe dato ulteriore impulso all’idea del suicidio maturata da Andrea, fino a persuaderlo ad ingerire un mix letale di farmaci.

La nuova richiesta di patteggiamento avanzata dai legali di Volpe punta a chiudere la vicenda con  una condanna ridotta, ma più severa di quella proposta in precedenza. In quell’occasione la pena  era di due anni e mezzo, da sostituire con lavori di pubblica utilità, ma è stata bocciata dal Gup Simona di Maria perché ritenuta incongrua e troppo mite.

L’avvocato difensore di Volpe, Alessandro Ricci, punta anche sul percorso di ravvedimento che avrebbe intrapreso il giovane, attualmente ai domiciliari. Un presunto pentimento che però il Gup ha già giudicato falso e tardivo, inscenato solo per ottenere una condanna più mite

I familiari di Andrea Prospero, assistiti dagli avvocati Francesco Mangano e Carlo Pacelli,  chiedono giustizia e ricordano che se Volpe fosse stato un vero amico di Andrea avrebbe tentato di impedire il suo gesto almeno chiamando i soccorsi, cosa che non fece.

Andrea Prospero viveva con la sorella a Perugia, dove stava frequentando un corso d’informatica all’università. Il 24 gennaio 2025, atteso a pranzo a casa della sorella, non diede più notizie di sé. Cinque giorni dopo venne trovato senza vita in un b&b affittato nel centro di Perugia, che non era la sua abitazione abituale. Si parlò di suicidio in diretta, poiché Andrea, in chat con l’allora 18enne romano Volpe, sarebbe stato invitato ad uccidersi. Secondo la procura di Perugia, Andrea Prospero si sarebbe tolto la vita con un mix di medicinali oppiacei.

Sabato 24 gennaio, a un anno dalla morte di Andrea, a Lanciano si terrà una messa nella chiesa Santa Maria del Suffragio.