Roma: sgominata organizzazione criminale, azioni anche in Abruzzo

Ieri mattina a Roma blitz dei Carabinieri contro un’organizzazione criminale che ha agito anche in Abruzzo, a Sulmona

Si tratterebbe di un gruppo i cui vertici sarebbero stati in contatto con ambienti riconducibili al clan Senese. Diciotto persone sono state arrestate, 16 sono in carcere, due ai domiciliari. Le accuse, a vario titolo, vanno dal traffico di sostanze stupefacenti, all’estorsione, dal sequestro di persona al porto abusivo di armi, ma anche riciclaggio, tentato omicidio e lesioni personali gravi.

Gli investigatori hanno documentato anche il sequestro del padre di un intermediario, rapito a Sulmona e portato in un’abitazione tra Lazio e Abruzzo, vicino a Carsoli. L’uomo, Alfredo Le Donne, 66 anni, sarebbe stato minacciato con una pistola alla testa e costretto a contattare il figlio (in quel momento latitante) per recuperare 200 mila euro che il giovane avrebbe sottratto al gruppo.

Ma questo non è l’unico episodio documentato, anche altri ascrivibili al gruppo sono stati caratterizzati da particolare brutalità, un “metodo mafioso” con modalità intimidatorie e violente ai fini del controllo capillare di alcune piazze di spaccio romane. L’indagine è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma. È stata ricostruita l’attività di un’organizzazione criminale che avrebbe importato dall’estero notevoli quantitativi di droga, distribuendola poi sul territorio romano.

Tra gli episodi più gravi, oltre al sequestro di Sulmona, c’è anche quello di un intermediario marocchino intimidito con minacce di morte per la restituzione di 50 mila euro legati a una partita di droga mai consegnata. In un altro caso uno spacciatore insolvente che sarebbe stato picchiato dentro una chiesa per un debito di 35mila euro.

La banda aveva chiamato nella Capitale anche un killer cileno. L’indagine ricostruisce una guerra per lo spaccio a Roma, con agguati, sequestri, estorsioni e ordini partiti anche dal carcere di Rebibbia.

L’inchiesta, avviata nel maggio 2025, ha messo in luce la capacità dell’organizzazione di muoversi anche fuori Roma e mantenere collegamenti in Spagna, Abruzzo e Lazio. Non si tratta di un sodalizio improvvisato, ma di un gruppo in grado di trattare partite di droga importanti e gestire crediti illeciti con l’oso della forza, anche brutale, e contrastare i rivali con interventi armati.