Il “più grande cantiere d’Europa” continua ad accelerare e si consolida come modello nazionale di sviluppo integrato per le aree interne
A quasi dieci anni dai terremoti del 2016 e 2017, l’Appennino centrale evolve da area della ricostruzione a vero laboratorio di politiche pubbliche, in cui sicurezza del territorio, rigenerazione urbana, sviluppo economico e contrasto allo spopolamento procedono in modo coordinato.
Il quadro è stato tracciato nel Rapporto annuale “Ricostruire è prevenire: il laboratorio sisma 2016 tra sicurezza e coesione territoriale”, presentato dal Commissario straordinario Guido Castelli a Roma presso Palazzo Chigi. Al confronto hanno partecipato i rappresentanti delle regioni coinvolte.
Il cratere del sisma comprende 138 comuni tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, per circa 540 mila residenti. La strategia in corso integra ricostruzione pubblica e privata, investimenti produttivi e infrastrutturali, ricerca e politiche del lavoro. Sul fronte privato, al 31 maggio 2026 le richieste di contributo hanno superato le 36 mila unità per un valore di 17,82 miliardi di euro, con oltre 12,5 miliardi concessi e più di 8 miliardi già liquidati. I cantieri autorizzati sono oltre 23 mila e quelli conclusi sfiorano quota 15 mila.
Particolare rilievo assume l’Abruzzo, che rappresenta uno dei territori chiave per estensione del danno e complessità degli interventi. La regione è al centro della fase più avanzata della ricostruzione, soprattutto nei comuni maggiormente colpiti, dove si concentra una quota significativa dei danni gravi e degli interventi sui centri storici.
Sul fronte pubblico, il sistema risulta quasi completamente sbloccato: 3.667 interventi programmati per 4,85 miliardi di euro, con circa il 98% delle opere avviate e una quota crescente già in esecuzione o conclusa. Importante anche il capitolo scuole, con 459 interventi per 1,6 miliardi di euro e una forte accelerazione nell’ultimo anno.
Il Rapporto evidenzia infine come la ricostruzione stia entrando in una fase matura: non più solo emergenza edilizia, ma politica strutturale di sviluppo territoriale. In questo scenario, l’Abruzzo e l’intero Appennino centrale diventano un laboratorio nazionale in cui la ricostruzione si traduce sempre più in rigenerazione e crescita stabile dei territori.
Per quanto riguarda la ricostruzione privata, in Abruzzo risultano coinvolti 123 Comuni, con 6.423 richieste di contributo presentate e 3.486 approvate. L’importo complessivo richiesto supera 1,44 miliardi di euro, mentre le somme concesse ammontano a oltre 936,8 milioni di euro. Le liquidazioni hanno raggiunto quota 594,8 milioni di euro, con 830 cantieri in corso e 2.328 cantieri conclusi.
Il peso maggiore della ricostruzione privata si concentra nella provincia di Teramo, dove si registrano 4.662 richieste presentate, 2.630 approvate, oltre 724,1 milioni di euro concessi e quasi 471 milioni liquidati. Seguono la provincia dell’Aquila, con 1.180 richieste presentate, 616 approvate, circa 132,7 milioni concessi e 85,3 milioni liquidati; e la provincia di Pescara, con 579 richieste presentate, 240 approvate, oltre 80 milioni concessi e 38,5 milioni liquidati.
Tra i Comuni con i volumi più consistenti di ricostruzione privata figurano Teramo, con 877 richieste presentate, oltre 269,6 milioni concessi e circa 189,9 milioni liquidati; Civitella del Tronto, con oltre 64,6 milioni concessi; Montorio al Vomano, con circa 63,9 milioni concessi; Montereale, con oltre 50,5 milioni concessi; Campli, con oltre 38,4 milioni concessi; e Torricella Sicura, con oltre 33,1 milioni concessi.
Sul fronte della ricostruzione pubblica, il Rapporto registra in Abruzzo 725 interventi programmati, distribuiti in 85 Comuni, per un importo complessivo pari a circa 833,6 milioni di euro. Anche in questo caso il territorio teramano rappresenta la quota principale, con 556 interventi in 42 Comuni e oltre 640,6 milioni di euro programmati. Seguono la provincia dell’Aquila, con 111 interventi in 15 Comuni e oltre 121,3 milioni programmati; la provincia di Pescara, con 50 interventi in 22 Comuni e circa 55,4 milioni programmati; e la provincia di Chieti, con 8 interventi in 6 Comuni e oltre 16,1 milioni programmati.
Tra i Comuni con i maggiori importi programmati per le opere pubbliche figurano Teramo, con 115 interventi e oltre 287,2 milioni di euro, Montereale, con più di 41,3 milioni, Valle Castellana, con circa 31,8 milioni, Giulianova, con oltre 28,3 milioni, Campotosto, con circa 28,1 milioni, Torricella Sicura, con oltre 27,9 milioni, Campli, con più di 23,7 milioni, e Atri, con circa 23,5 milioni.
Nel periodo compreso tra il 31 marzo 2025 e il 31 marzo 2026, l’assistenza abitativa nelle aree colpite dal sisma del Centro Italia continua a ridursi anche in Abruzzo. Le dichiarazioni attive sono passate da 1.891 a 1.615, con una diminuzione di 276 unità pari al 14,6%. Il calo interessa sia il Contributo Disagio Abitativo, sceso da 1.338 a 1.190 beneficiari, sia le Soluzioni Abitative di Emergenza, passate da 272 a 232. A livello provinciale la riduzione più consistente riguarda Teramo, che passa da 1.604 a 1.373 dichiarazioni (-231, pari al 14,4%). Seguono Pescara, da 118 a 93 (-21,2%), e L’Aquila, da 169 a 149 (-11,8%).
“L ’Abruzzo è uno dei territori centrali della rinascita dell’Appennino. C’è un grande lavoro che coinvolge famiglie, imprese, amministrazioni locali e comunità. Allo stesso tempo, il volume delle opere pubbliche programmate dimostra la portata strategica di una ricostruzione che non riguarda solo gli edifici, ma anche servizi, infrastrutture, luoghi della socialità e presìdi fondamentali per la vita dei territori. Voglio ringraziare il presidente della Regione Marco Marsilio, l’Ufficio ricostruzione, i Sindaci e i tecnici, fondamentali nel processo di rilancio dei territori” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.
