Nell’udienza di oggi, presso il Tribunale di Avezzano, il processo a carico di Andrea Leombruni per l’uccisione dell’orsa Amarena ha registrato un clamoroso colpo di scena: il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) è stato escluso dalle parti civili, per un vizio di forma, insieme ad altre 23 associazioni sulle 47 totali
Dopo il dibattimento in aula del mattino una sospensione di due ore per poi riprendere alle 15: poco dopo le 17, al Tribunale di Avezzano si è conclusa l’udienza del processo a carico di Andrea Leombruni per l’uccisione dell’orsa Amarena. Il dibattimento si trova ancora nella complessa fase preliminare di costituzione delle parti, rallentata nei mesi scorsi da un annullamento degli atti che ha costretto la procura a riformulare il decreto di citazione. L’imputato è Andrea Leombruni, 58 anni, di San Benedetto dei Marsi. I reati contestati: uccisione di animale aggravata dalla crudeltà. Il fatto: Nella notte del 31 agosto 2023 l’uomo ha esploso i colpi di fucile che hanno ucciso l’orsa, all’epoca madre di due cuccioli, mentre si trovava alla periferia del paese.
Clamorosa l’esclusione del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) dalle parti civili per un vizio di forma; così come fa discutere la non ammissione di Legambiente.
Con la ripresa dalla sospensione alle ore 15, il tribunale ha ammesso la costituzione di parte civile di 24 associazioni sulle 47 totali che ne avevano fatto richiesta. Animalisti Italiani è tra le 24 ammesse e il presidente Walter Caporale dichiara: “Una grande vittoria per l’Associazione che potrà così continuare a battersi nel processo contro il Leombruni. E la sospensione della prescrizione garantisce che la pausa fino a settembre non servirà a bloccare il giusto percorso verso la giustizia di questo atto orrendo, dell’uccisione dell’orsa Amarena. Solo la metà delle associazioni sono state ammesse e il mio più sentito ringraziamento va a Francesca, per il lavoro svolto che ha permesso questo esaltante risultato.”
Anche l’Ente Nazionale Protezione Animali è stato ammesso come parte civile nel procedimento penale per l’uccisione dell’orsa Amarena, l’indimenticabile esemplare di orso bruno marsicano ucciso con un colpo di fucile nella notte del 31 agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi. «Accogliamo con soddisfazione l’ammissione di ENPA come parte civile in questo processo. Amarena non era solo un’orsa: era madre, era simbolo, era una rappresentante di una delle specie più rare e minacciate d’Europa. La sua uccisione ha ferito non solo l’Abruzzo, ma l’intero Paese e ha colpito profondamente tutti coloro che credono nella tutela della biodiversità e della fauna selvatica.
L’udienza è ora rinviata alle ore 10.00 del 25/09/2026 con sospensione dei termini di prescrizione e la difesa dell’imputato ha avanzato richiesta di riti alternativi.
Con l’accusa di uccisione di animale e di aver agito con l’aggravante della crudeltà, il giudice predibattimentale del Tribunale di Avezzano ha rinviato a giudizio Andrea Leombruni, l’uomo che nella notte del 31 agosto 2023, alla periferia di San Benedetto dei Marsi, sparò colpi di fucile all’orsa Amarena, uno dei simboli del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Così in un nostro articolo del 26 settembre 2025.
L’esemplare di orso bruno marsicano, specie protetta, morì poco dopo davanti all’abitazione di Leombruni; l’orsa aveva con sé due cuccioli dei quali subito dopo si persero le tracce. “A distanza di oltre due anni dalla tragica notte dell’uccisione dell’orsa Amarena, oggi è stato disposto il rinvio a giudizio dell’imputato e il 19 gennaio ci sarà la prima udienza dibattimentale. Era il 31 agosto 2023 quando Amarena, uno degli esemplari più conosciuti e amati di orso bruno marsicano, fu colpita a fucilate nei pressi di San Benedetto dei Marsi, davanti alla stessa abitazione dell’imputato. Una ferita profonda per la conservazione della specie, che oggi conta appena 50-60 individui in tutto l’Appennino. Il WWF Italia, insieme ad altre associazioni, si è costituito parte civile nel processo per ribadire l’estrema gravità di quanto accaduto. “L’uccisione di Amarena è un reato che non può essere dimenticato – sottolinea Filomena Ricci, delegata WWF Abruzzo – Dobbiamo trasformare questo dolore in un impegno concreto per il futuro dell’orso marsicano. La sua morte ricorda quanto sia urgente rafforzare la convivenza tra uomo e orso: ridurre drasticamente le cause di mortalità legate all’uomo, favorire l’espansione naturale della specie e costruire una cultura di rispetto attraverso l’informazione e il dialogo con le comunità locali. Amarena rimarrà un simbolo del nostro impegno – conclude Filomena Ricci – Ogni passo che faremo per proteggere la specie sarà anche un modo per non dimenticarla”. “Accogliamo con soddisfazione la notizia del rinvio a giudizio di Andrea Leombruni, responsabile della brutale uccisione dell’orsa Amarena”: è quanto dichiara l’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), che si è costituito parte civile nel processo attraverso il proprio ufficio legale, rappresentato dall’avvocato Claudia Ricci. “Il provvedimento giudiziario – si legge in una nota – conferma la gravità dei reati contestati: l’aver agito con crudeltà e senza alcuna giustificazione, provocando la morte di un animale simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, madre di due cuccioli ancora non autosufficienti. L’accusa sottolinea, inoltre, che l’uccisione è aggravata dalla futilità dei motivi, rendendo l’azione ancora più intollerabile e grave”. “Amarena non era soltanto un animale: rappresentava un patrimonio di biodiversità e il simbolo della convivenza possibile tra fauna selvatica e comunità locali. La sua morte non solo ha privato l’ecosistema di un esemplare prezioso, ma ha anche messo a rischio la sopravvivenza dei suoi piccoli” prosegue Enpa. “Amarena non era solo un’orsa: era madre, era simbolo, era vita. È stata uccisa con un atto crudele e ingiustificabile, aggravato da futili motivi, che ha ferito non solo l’Abruzzo, ma l’intero Paese. Ora chiediamo che la giustizia sia inflessibile, perché la sua morte non sia vana e diventi un monito contro ogni forma di violenza sugli animali”. Enpa rinnova l’appello alle istituzioni affinché siano rafforzate le misure di prevenzione, vigilanza e sensibilizzazione, per evitare che simili tragedie possano ripetersi. “Amarena non potrà tornare, ma la sua vicenda deve rappresentare un punto di svolta: gli orsi marsicani, i grandi carnivori e tutti gli animali selvatici meritano rispetto e tutela assoluta”.
Per aiutarvi a ripercorrere tutte le fasi di una dolorosa vicenda per una intera regione – scesa anche in strada e piazza in memoria dell’orsa Amarena- alleghiamo alcuni degli articoli pubblicati sul nostro sito.
https://www.rete8.it/cronaca/orsa-amarena-uccisa-eseguita-lautopsia-fatale-il-colpo-di-fucile/
https://www.rete8.it/cronaca/ho-ucciso-amarena-non-vivo-piu/
https://www.rete8.it/cronaca/e-morta-lorsa-amarena-uccisa-da-una-fucilata/
