Pineto, tensione sul futuro dell’accoglienza: protesta delle famiglie ucraine

A Pineto sono circa 350 cittadini gli ospiti ucraini che protestato contro il rischio di essere trasferiti dal comune in cui vivono ormai da quattro anni

La mobilitazione nasce dalla prospettiva di uno spostamento verso altri territori, legato al passaggio dalla gestione emergenziale a quella ordinaria del sistema di accoglienza; una decisione su cui incide anche il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, che al momento ha disposto solo una proroga. Situazione aggravata a loro dire anche dai ritardi nei pagamenti da parte dell’Arci Perugia. Le famiglie – in gran parte donne e bambini – chiedono di restare dove sono, sottolineando di aver costruito una certa stabilità: i figli frequentano le scuole locali e molti adulti hanno avviato piccoli lavori e relazioni sociali.

«Non vogliamo ricominciare da zero» è il messaggio emerso dalla protesta, che evidenzia il timore di un nuovo trauma dopo quello della guerra e del primo spostamento.
Al centro della vicenda c’è il possibile riassetto dell’accoglienza, con l’ipotesi di trasferire queste persone in altre strutture tra Pineto e comuni vicini o, inizialmente, anche fuori Abruzzo. Una prospettiva contestata dai manifestanti, che chiedono continuità abitativa e maggiore attenzione al percorso di integrazione già avviato. Nel frattempo, le istituzioni hanno avviato interlocuzioni e chiarimenti: la Prefettura di Teramo ha rassicurato che non sono previsti trasferimenti fuori dalla provincia, puntando a mantenere i percorsi di integrazione in corso. Resta però ancora aperto il nodo sull’eventuale spostamento delle famiglie.