Interrogazione delle opposizioni al Senato sulle ricerche dell’uomo disperso nel crollo del ponte sul fiume Trigno
Domenico Racanati è disperso dallo scorso 2 aprile, quando il ponte sul fiume Trigno, sulla strada statale 16 tra Abruzzo e Molise, si è sbriciolato a causa del maltempo.
L’auto di Racanati è stata inghiottita nel crollo. Da quel momento la famiglia vive un dolore profondo, testimoniato anche dagli accorati appelli social di questi giorni. Il corpo di Domenico Recanati non è stato ancora rinvenuto.
I gruppi di opposizione a Palazzo Madama hanno presentato una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e al ministro per la Protezione civile, primi firmatari i capigruppo Boccia, Pirondini, Paita e De Cristofaro, per sollecitare un intervento del governo.
Nella nota congiunta dei gruppi di opposizione al Senato si legge:
.«La famiglia ha diritto di sapere, ha diritto a risposte, ha diritto di sentire la presenza
delle istituzioni. Non si può aggiungere all’angoscia per la scomparsa di un proprio caro anche il peso dell’incertezza e della mancanza di informazioni».
L’interrogazione chiede ai ministri di sapere, per quanto di rispettiva competenza, “quale sia l’attuale stato delle operazioni di ricerca di Domenico Racanati” e “se abbiano
adottato o intendano adottare provvedimenti urgenti finalizzati alla rimozione urgente delle campate del viadotto crollato sul fiume Trigno, dei suoi detriti e del legname accumulato in tale area, che rappresentano un ostacolo di particolare pericolosità
per il deflusso delle acque del fiume; se abbiano condotto verifiche sugli esiti dei controlli periodici e delle attività di manutenzione ordinaria del viadotto Trigno negli anni precedenti al crollo e se tali controlli siano stati effettuati nei tempi e con le modalità previste dalle normative vigenti; se risultino altre situazioni critiche per la sicurezza della viabilità su ponti e viadotti nelle regioni Abruzzo e Molise e se abbiano avviato monitoraggi, verifiche strutturali e adeguamenti delle infrastrutture stradali al fine di evitare il ripetersi di vicende come quella che ha coinvolto Racanati».
