Pescara, c’è puzza di sansa…ma non fa male

fiume pescara

Pescara, c’è puzza di sansa…ma non fa male: il Comune rassicura i cittadini, l’odore è acre ma non inquinato. E, ancora più importante, la città non è finita in quella cosa che proverbialmente, quando la situazione precipita, arriva fino al collo.

All’inizio passeggi per il corso convinto che davanti a te qualcuno stia divorando un grasso panino al formaggio che, a giudicare dall’odore, dovrebbe essere francese, o gorgonzola. Poi cambi strada e l’odore, più che precederti, ti segue. Arrivato in via Firenze lo senti entrare di forza nelle narici, come se il formaggio puzzolente te lo avessero spalmato addosso a mo’ di crema doposole. In giro c’è chi pensa che siano rifiuti organici finiti tal quali nel fiume (ancora!), mentre tu cominci a pensare che non sia formaggio ma smog. Sì, proprio quello a causa del quale hanno chiuso al traffico alcune strade cittadine, consentendoti di passeggiare in pace respirando (forse) un po’ meno schifezze. Ma insomma, questa puzza cos’è? Da dove viene? Vorresti saperlo, e come te tanti. A domanda dei cittadini, preoccupati, l’Arta risponde, per conto del Comune di Pescara, e rassicura: nessuna emissione inquinante, è “solo” la sanseria, il depuratore funziona benissimo. Sarà, ma intanto l’odore acre che si avverte ormai da qualche giorno non dà tregua all’olfatto dei pescaresi che, dopo i colifecali estivi e le polveri autunnali, della sansa d’inverno farebbero volentieri a meno. Comunque sapere è meglio che non sapere, così si scopre che il lezzo nauseabondo è prodotto dal processo di estrazione dei polifenoli e del materiale organico dalla sansa, processo che viene effettuato solo in alcuni periodi dell’anno nella sanseria situata all’ingresso della città. Un biglietto da visita sotto forma di avvolgenti emissioni che, pur non essendo inquinanti e dannose per la salute pubblica, risultano particolarmente avvertibili per l’assenza di vento e di pioggia. Dunque pare di capire che la colpa sia sempre di condizioni climatiche che, oltre a lasciarci graziosamente sull’asfalto il Pm 10, ci omaggiano anche della puzza di sansa, creando un ristagno micidiale.

“Vogliamo rassicurare la popolazione in merito alla natura di tale odore che espressamente richiama all’odore che si sente presso i frantoi – chiariscono gli assessori a Demanio e Ambiente Enzo Del Vecchio e Paola Marchegiani – Già nei giorni scorsi l’Amministrazione ha chiesto all’Arta di verificare provenienza e natura dell’odore e il direttore dell’Agenzia a tutela del territorio ci ha rassicurati sul fatto che tali emissioni non sono dannose o nocive alla salute, perché nei limiti consentiti. Nulla si può per il cattivo odore associato alle fasi di lavorazione della sansa, fasi che prevedono le emissioni, ma anche altre operazioni che condizionano comunque l’ambiente diffondendo odore nell’ambiente circostante, perché non esistono parametri limite per stabilire provvedimenti. Inoltre in questi giorni non c’è vento e l’odore staziona, inondando la città e anche dando adito a nasi fantasiosi che vi leggono odori organici sì, ma che non hanno nulla a che vedere con la sansa e con la realtà dei fatti. Circa presunti allarmi di sversamenti di feci che circolano a mezzo stampa, infatti, vogliamo rassicurare il consigliere Armando Foschi che non vi sono problemi legati al depuratore, né alla condotta, che peraltro già da tempo è tornata ad essere funzionante nella rete principale a seguito del completamento dei lavori per il ripristino del tratto collassato il 6 aprile”.

Tutto a posto allora, siamo sicuri stavolta? Così sembrerebbe, senonché la chiosa del comunicato stampa del Comune fa riaffiorare qualche perplessità:

“Di certo non possiamo escludere, come ormai la sistematica indagine che stiamo conducendo sulle acque del fiume ci induce a fare, che dal fiume possa arrivare anche un lezzo legato alla concentrazione di enterococchi e escherichia, presenze che sono state riscontrate nei monitoraggi e che mai prima di questa amministrazione erano state controllate. Com’è noto e com’è facilmente rilevabile dal sito comunale (http://www.comune.pescara.it/internet/index.php?codice=930 ) la lotta concreta all’inquinamento batteriologico del fiume è un elemento per noi prioritario e per cui nei giorni scorsi, su richiesta del sindaco, si è tenuta una riunione convocata dal Prefetto proprio per allargare la dimensione territoriale del problema, che non è solo di Pescara, dove sono in corso attività di prevenzione e cura contro gli scarichi abusivi, ma che investe comuni anche della provincia di Chieti”.
Non sarà sversamento, ma di certo non possiamo dire che, delle feci, non ci sia nemmeno l’odore.

Marina Moretti: