L’8 agosto non è solo l’anniversario di una tragedia: è, o dovrebbe essere, un monito lancinante per la dignità del lavoro. A Pescara, nella sede del quotidiano il Centro, presentato il docufilm “Le voci di Marcinelle”
La regia è di Davide Cavuti, anche autore del soggetto e della colonna sonora e co-autore della sceneggiatura insieme al direttore del quotidiano il Centro Luca Telese e al caporedattore Domenico Ranieri.
Il docufilm, ancora in fase di realizzazione, è stato presentato ieri a Pescara, nella sala Zatterin della redazione del quotidiano abruzzese, alla presenza del direttore editoriale del Centro e amministratore delegato di Rete8, Giovanni Scurti (tutti nella foto, insieme al direttore della fotografia Matteo Veleno).
Le parole del direttore del Centro Luca Telese, nell’ampia pagina dedicata pubblicata oggi sul quotidiano:
Del cast tecnico del docufilm fanno parte anche Enrico Sciovante (assistente alla
regia), Emanuele D’Ancona (collaborazione e archivio), Pietro Nissi (fotografo di scena) e Ilaria Muccetti (comunicazione).
La produzione è di Mu-TeArt Film e Fondazione Pescarabruzzo, con il partenariato
del Museo del Bois du Cazier, della Stefano Francioni Produzioni, del teatro Marrucino di Chieti, del quotidiano il Centro, dell’emittente Rete8 e del Centro Studi Nazionale Cicognini, in collaborazione con il Comune di Manoppello.
Il documentario dà voce anche a chi c’era, come un minatore che lavorava nel Bois du Cazier all’epoca dei fatti, e ai figli delle vittime: sono proprio loro “Le voci di Marcinelle” che ancora risuonano, a distanza di settant’anni.
Presto la troupe riprenderà a girare in Abruzzo, a Manoppello e in altri luoghi dai quali i minatori morti in Belgio – 60 di quei 262 erano abruzzesi – emigrarono per cercare un futuro migliore nelle viscere della terra, dove da uomini divennero essi stessi carbone.