Pescara: presentato il docufilm “Le voci di Marcinelle”

L’8 agosto non è solo l’anniversario di una tragedia: è, o dovrebbe essere, un monito lancinante per la dignità del lavoro. A Pescara, nella sede del quotidiano il Centro, presentato il docufilm “Le voci di Marcinelle”

La regia è di Davide Cavuti, anche autore del soggetto e della colonna sonora e co-autore della sceneggiatura insieme al direttore del quotidiano il Centro Luca Telese e al caporedattore Domenico Ranieri.

«Mantenere viva la memoria di un tragico evento come quello di Marcinelle è importante non solo per ricordare il sacrificio delle 262 vittime, ma anche per contribuire a tenere sempre alta l’attenzione sulla sicurezza sui posti di lavoro», ha dichiarato Cavuti.

Il docufilm, ancora in fase di realizzazione, è stato presentato ieri a Pescara, nella sala Zatterin della redazione del quotidiano abruzzese, alla presenza del direttore editoriale del Centro e amministratore delegato di Rete8, Giovanni Scurti (tutti nella foto, insieme al direttore della fotografia Matteo Veleno).

Le riprese di “Le voci di Marcinelle” sono iniziate il 26 aprile. All’inizio di maggio la tappa d’obbligo, la più sofferta ed evocativa, è stata quella di Marcinelle, nelle miniere del Bois du Cazier. Fu proprio lì che, l’8 agosto del 1956, tutto avvenne in un soffio di grisù, lasciando segni indelebili per le tante vite perse e per quelle di chi è rimasto – mogli, madri, genitori – diventate ancora più difficili.

Le parole del direttore del Centro Luca Telese, nell’ampia pagina dedicata pubblicata oggi sul quotidiano:

«Non c’è enfasi se dico che da lì non siamo tornati gli stessi – ha detto ieri Luca Telese -. Quel sito è incredibile. Ne abbiamo parlato durante il viaggio e ci penso ancora adesso quando passo sull’autostrada, perché veramente è una memoria incandescente e viva, non è pacificata. I belgi, quando parlano di Marcinelle, dicono “La Catastrophe” perché non è una responsabilità, è qualcosa che è accaduto, come la pioggia o l’alluvione. E
invece fu una strage dettata da condizioni incredibili. Noi stessi, camminando in quei cunicoli e in quei sentieri, ci siamo chiesti come sia potuto succedere che quelle persone lavorassero in condizioni simili».

Del cast tecnico del docufilm fanno parte anche Enrico Sciovante (assistente alla
regia), Emanuele D’Ancona (collaborazione e archivio), Pietro Nissi (fotografo di scena) e Ilaria Muccetti (comunicazione).

La produzione è di Mu-TeArt Film e Fondazione Pescarabruzzo, con il partenariato
del Museo del Bois du Cazier, della Stefano Francioni Produzioni, del teatro Marrucino di Chieti, del quotidiano il Centro, dell’emittente Rete8 e del Centro Studi Nazionale Cicognini, in collaborazione con il Comune di Manoppello.

Il documentario dà voce anche a chi c’era, come un minatore che lavorava nel Bois du Cazier all’epoca dei fatti, e ai figli delle vittime: sono proprio loro “Le voci di Marcinelle” che ancora risuonano, a distanza di settant’anni.

Presto la troupe riprenderà a girare in Abruzzo, a Manoppello e in altri luoghi dai quali i minatori morti in Belgio – 60 di quei 262 erano abruzzesi – emigrarono per cercare un futuro migliore nelle viscere della terra, dove da uomini divennero essi stessi carbone.

Marina Moretti: