Lunedì 18 maggio sciopero per la Flottilla e per la pace: manifestazione a Pescara per chiedere l’interruzione dei rapporti con Israele
Lo sciopero è stato indetto dall’Unione Sindacale di Base, Federazione Abruzzo e Molise. L’appuntamento è alle 09:30 di lunedì 18 maggio, in Piazza Unione, davanti al Palazzo della Regione Abruzzo.
Nell’occasione i manifestanti chiederanno un incontro a tutti i Consiglieri Regionali, ai quali proporranno di portare in Consiglio Regionale la richiesta di interruzione dei rapporti con Israele.
«In un momento storico in cui la diplomazia ufficiale sembra aver smarrito la bussola dell’umanità, la Global Sumud Flotilla ha deciso di rompere gli indugi.
Da Marmaris, in Turchia, 300 attivisti hanno scelto di mettere a repentaglio la propria incolumità per portare soccorso alla popolazione di Gaza e denunciare la barbarie in corso. Lo fanno nel più totale isolamento istituzionale: l’Unione Europea ha già dichiarato che non fornirà alcuna protezione e il governo italiano prosegue nel suo silenzio complice, accodandosi a chi rinuncia a difendere i propri cittadini impegnati nella difesa dei diritti umani.
Proprio perché le istituzioni nazionali ed europee hanno deciso di voltarsi dall’altra parte, lo strumento dello sciopero generale del 18 maggio diventa l’unico a disposizione dell’equipaggio di terra, capace di spingere avanti quelle barche della speranza.
Dobbiamo essere consapevoli che fermare Israele oggi significa fermare uno Stato che sta attivamente portando la guerra nel cuore del Medio Oriente. Questa escalation non è un evento lontano, ma ha ricadute dirette e pesanti sulla nostra economia quotidiana: l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e dell’energia, e i rischi crescenti per la tenuta sociale ed economica del nostro intero sistema produttivo.
La nostra protesta, per queste ragioni, deve arrivare sotto le finestre della Regione Abruzzo. Non possiamo più accettare che il nostro territorio mantenga legami con chi pratica il genocidio, calpesta sistematicamente il diritto internazionale e mette a rischio la nostra economia.
Chiediamo ai Consiglieri Regionali e alla Giunta Regionale un atto di coraggio: l’interruzione immediata di ogni rapporto con lo Stato di Israele.
Questa rottura deve essere totale e deve interessare ogni ambito: commerciale con lo stop a ogni legame con le imprese israeliane, diplomatico con la cessazione di ogni protocollo d’intesa o collaborazione ufficiale con lo Stato di Israele, e scientifico con l’interruzione dei progetti di ricerca e cooperazione accademica con le università israeliane. Facciamo ciò che i governi non hanno il coraggio di fare: spingiamo la Flotilla, fermiamo il genocidio, lavoriamo per la pace e non per la guerra».