“Doveva essere vuoto, ma conteneva ancora materiale che, al momento della demolizione, ha provocato la fuoriuscita di polveri”. È quanto emerge dal verbale redatto dal responsabile della sicurezza, l’ingegner Maurizio Vicaretti, dopo il sopralluogo degli enti a seguito all’episodio avvenuto nell’area dell’ex cementificio, dove martedì pomeriggio, durante le operazioni di demolizione, delle polveri sono uscite da un silos finendo nella zona circostante
A fornire i nuovi elementi è l’architetto Giovanni Marchionne, direttore dei lavori e delegato Calbit, l’azienda proprietaria dell’ex cementificio. Dalle informazioni ricevute, il silos “non doveva contenere più materiale e ciò è stato testato mediante l’apertura della valvola di fondo che non evidenziava fuoriuscita di alcun materiale”, si legge nel documento, che ricostruisce le fasi dell’accaduto. Le operazioni di demolizione del silos erano state avviate il 20 aprile, ma “contrariamente alle previsioni si scopriva che era presente del materiale solido e duro”, probabilmente “solidificato” durante i circa dieci anni di fermo dell’impianto. Il giorno successivo, durante la ripresa dei lavori, si è verificato l’episodio: “giunti al fondo silos, avveniva un repentino collasso del materiale che si rivelava invece un materiale sciolto che, non più trattenuto, fuoriusciva, peraltro in un momento di forte ventosità”.
A seguito dell’accaduto, il coordinatore per la sicurezza ha disposto “la sospensione delle lavorazioni” per valutare le misure da adottare. Ieri sul posto sono intervenuti i funzionari di Asl e Arpa, ai quali è stato confermato “il blocco delle lavorazioni” con l’obiettivo di evitare ulteriori fenomeni di “aerodispersione del materiale”. Sono stati inoltre effettuati campionamenti dell’aria e prelevati campioni del materiale per le analisi e la caratterizzazione.