L’Osservatorio TEA, che, lo ricordiamo, analizza le trasformazioni dell’ecosistema automotive italiano, nato nel 2022 per supportare istituzioni e industria nel processo di transizione verso una mobilità sempre più efficiente e sostenibile, ha presentato nei giorni scorsi a Pescara i dati aggiornati al 2026
Lo studio illustrato dal Prof. Francesco Zirpoli collegato in videoconferenza con la sala D’Ascanio del Consiglio Regionale, si è basato su un database che mappa circa 2.200 aziende del settore creato per produrre evidenze scientifiche inedite sulle competenze delle imprese e dei lavoratori. Ogni anno l’Osservatorio TEA produce un rapporto che, oltre alle finalità di studio e ricerca, mette a disposizione dei policy maker e dell’industria una fotografia estremamente dettagliata della filiera automotive nazionale, indispensabile per muoversi nella giusta direzione in un contesto sempre più competitivo. Nel corso dell’evento, denominato Roadshow 2026 “Innovazione e Mercato: l’Ecosistema Automotive dal Panorama Nazionale agli Approfondimenti Locali”, sono stati illustrati i risultati delle attività di ricerca dell’Osservatorio, per favorire un dialogo diretto con le realtà industriali e istituzionali regionali e approfondire le specificità dei diversi ecosistemi locali.
In Abruzzo l’87,3% dell’occupazione è assorbita dall’automotive. È quanto emerge dalla survey 2025 dell’Osservatorio sulla Trasformazione dell’Ecosistema Automotive (Tea), i cui risultati delineano un distretto ad altissima specializzazione: non solo il dato sull’occupazione, ma anche il 91,3% del fatturato. L’indagine si basa su un campione di 2.100 imprese. La struttura produttiva, emerge dallo studio, si distingue per un peso dei Tier 1, cioè i fornitori che vendono componenti direttamente alle aziende automobilistiche, (41% contro il 27% nazionale) che intercettano il 68% del fatturato locale, confermando un forte radicamento nei segmenti a maggiore responsabilità di sistema. A differenza del quadro nazionale, dove l’8% dei fornitori prevede l’uscita dal settore, le imprese abruzzesi mostrano un approccio resiliente: il 45% punta sull’adattamento e nessuna ipotizza l’abbandono della filiera. Il dinamismo è operativo: il 77% ha innovato i processi (coprendo il 99% del fatturato regionale) e il 55% ha sviluppato nuovi prodotti. Gli investimenti nel full-electric pesano per il 13,6% del totale
sviluppo prodotto. Sul fronte occupazionale, nonostante un saldo generale negativo (-5,6%), il dato si inverte nelle realtà che investono esclusivamente in veicoli elettrici, dove l’occupazione cresce del 5% (contro il +1,7% della media italiana). Il mercato del lavoro regionale cerca figure ad alto contenuto tecnologico: ingegneri meccatronici e programmatori software (54,5%), seguiti da analisti e progettisti di sistemi. Anche l’intelligenza artificiale è vista come un’opportunità dal 27,3% delle imprese, un dato superiore alla media nazionale (19,9%). Per quanto riguarda le richieste provenienti dal territorio, il finanziamento dell’innovazione poggia sulla liquidità interna
(72%), con un ricorso al credito bancario (16%) limitato rispetto all’Italia. Sul fronte delle politiche pubbliche, le imprese chiedono con urgenza riduzione dei costi energetici (4,0/5) e semplificazione amministrativa (3,8), oltre a sostegni per l’internazionalizzazione verso mercati strategici come Marocco, Messico e Spagna. “Le imprese dell’automotive abruzzese – commenta il responsabile scientifico Otea, Giuseppe Calabrese – presentano una resilienza maggiore rispetto alle altre realtà industriali. Un risultato raggiunto grazie a un’elevata innovazione di prodotto e di processo, maggiore rispetto agli altri competitor italiani. Occorre, invece, migliorare soprattutto in materia di regolamentazione e riguardo i cambiamenti tecnologici”.
“È in atto una trasformazione profonda del settore automobilistico, con rilevanti implicazioni economiche e sociali. Nel dicembre 2025 la Commissione europea ha proposto una revisione del regolamento sul phaseout dei motori endotermici che introduce maggiore flessibilità per le case automobilistiche e nuovi meccanismi di compensazione delle emissioni, oltre a incentivi alla produzione europea di piccole auto elettriche. Per l’industria italiana si tratta di un’opportunità, a patto di non considerarla un’inversione di rotta: la transizione resta guidata dagli investimenti in digitalizzazione, automazione ed elettrificazione, già fortemente avanzati soprattutto in Asia e sui quali l’Italia non può restare indietro’’. Francesco Zirpoli – Direttore Osservatorio TEA
“Il quadro che emerge dalle risposte delle imprese italiane indica chiaramente l’urgenza di un cambio di passo nella politica industriale per il settore automotive, in primis a livello europeo, superando un approccio basato esclusivamente sui target e adottando una strategia fondata su meccanismi premiali e schemi di supporto chiari e strutturati, capaci di promuovere una cultura dell’innovazione indispensabile per competere sui mercati globali”.
Oltre al Professor Francesco Zirpoli, Direttore OTEA e Docente Ordinario Università Ca’ Foscari Venezia sono intervenuti tra gli altri, Giuseppe Calabrese, Responsabile scientifico OTEA e Ricercatore CNR-IRCrES; Tiziana Magnacca, Assessore con deleghe allo Sviluppo economico, Ricerca industriale e Lavoro; Antonio Di Marco, consigliere regionale dell’Abruzzo; Marco Matteucci, Presidente della Sezione Automotive di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico; Giuseppe Ranalli, Presidente Polo Innovazione Automotive Abruzzo. La tavola rotonda è stata moderata dal giornalista del quotidiano “il Centro” Andrea Mori.
