Pescara: Ciarelli morto per una lesione spinale. Oggi alle 16 i funerali alla Madonna del Fuoco

Massimo Ciarelli, morto in sella allo scooter che mercoledì sera a Silvi si è schiantato contro una macchina dei carabinieri dopo non essersi fermato all’alt, è deceduto a causa di una violenta lesione spinale (con il distacco della colonna vertebrale) e di una emorragia interna: così ha stabilito l’esame eseguito dal medico legale Donatella Fedeli delegata dall’autorità giudiziaria.Alle 16 i funerali nella parrocchia della Madonna del Fuoco

All’esame hanno preso parte i consulenti Paola Vellante, nominata dai familiari della vittima, e Cristian D’Ovidio, nominato dal carabiniere alla guida dell’auto che non è indagato. Oggi pomeriggio, alle ore 16, l’ultimo saluto al 43enne. I funerali saranno celebrati nella parrocchia della Madonna del Fuoco, a Pescara, il quartiere dove vive la madre di Massimo Ciarelli e dove lui tornava ogni giorno per il pranzo, prima di rientrare a San Donato, dove stava scontando il regime di semilibertà.

Nei prossimi giorni, intanto, la Procura (fascicolo della pm Elisabetta Labanti) disporrà anche una consulenza cinematica sui mezzi sequestrati. Le indagini sono state delegate alla polizia stradale di Teramo e alla polizia locale di Silvi con gli agenti che già nelle ore immediatamente successive all’incidente hanno raccolto le prime testimonianze. A cominciare da quella del passeggero dello
scooter, un 33enne residente a Montesilvano conosciuto dalle forze dell’ordine, che è riuscito a scendere dal mezzo in corsa.

L’inseguimento è iniziato mercoledì sera intorno alle 20 a Montesilvano, in viale Abruzzo. Qui, durante un servizio di controllo, una pattuglia dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Montesilvano ha incrociato il grosso scooter (risultato intestato alla madre di Ciarelli) con i due a bordo che hanno ignorato l’alt. Giunto alla rotonda sulla statale 16, quella all’altezza dell’Expo,
Ciarelli ha imboccato la rotatoria percorrendone solo un tratto invadendo la corsia opposta e andando contromano. Ed è in quel momento che si è schiantato contro un’altra auto dei carabinieri, arrivata in supporto dei colleghi da Città Sant’Angelo.

Massimo Ciarelli nel 2012 aveva ucciso con un colpo di pistola il tifoso biancazzurro Domenico Rigante. In primo e secondo grado era stato condannato a 30 anni, scesi a 17 dopo che la Cassazione aveva annullato l’aggravante della premeditazione. Dal 2025 era in semilibertà.

Barbara Orsini: