Di Mattia resta in carcere: per il Gip “non voleva uccidere”

Si è conclusa dopo oltre cinque ore l’udienza di convalida del fermo di Isabella Di Mattia, la 33enne accusata dell’omicidio di Marco Pennesi, avvenuto mercoledì scorso nell’abitazione della vittima a Civitanova. Davanti al gip Giovanni Manzoni e al pubblico ministero Enrico Riccioni, la donna ha risposto alle domande degli inquirenti, fornendo la propria versione dei fatti

Al termine dell’udienza, il giudice non ha convalidato il fermo perché ha escluso il pericolo di fuga ma ha disposto la custodia cautelare in carcere perché ha ritenuto sussistente il pericolo di reiterazione del reato.

L’allarme è scattato intorno alle 18.35, quando gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza sono intervenuti nell’abitazione su segnalazione del personale del 118. All’interno dell’appartamento è stato rinvenuto il corpo senza vita dell’uomo, pluripregiudicato, con ferite da arma da taglio e numerose tracce di sangue. Sul posto sono intervenuti anche gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Macerata, la Polizia Scientifica di Civitanova Marche, Macerata e Ancona, oltre al medico legale e al sostituto procuratore della Repubblica di Macerata, Enrico Riccioni, che ha coordinato le indagini.

Nell’abitazione è stata trovata anche Isabella Di Mattia, in evidente stato confusionale. Gli agenti le hanno trovato addosso un coltello sporco di una sostanza ritenuta compatibile con il sangue della vittima, immediatamente sequestrato.

Dalle testimonianze raccolte è emerso che la donna si trovava nell’appartamento fin dal primo pomeriggio e che, nelle ore precedenti al delitto, alcuni vicini avevano sentito ripetute liti. La coppia, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era già nota per frequenti contrasti, verosimilmente legati all’abuso di alcol e sostanze stupefacenti.

Assistita dal proprio legale, la donna è stata interrogata e ha ammesso di aver colpito il compagno al culmine di una violenta lite, sostenendo di aver reagito ai presunti atteggiamenti prevaricatori dell’uomo e ad alcuni episodi di violenza che avrebbe subito.

La teramana era uscita dal carcere di Modena nello scorso dicembre. Avrebbe iniziato una relazione con un’altra persona, scambiandosi comunque lettere con Pennesi. Al vaglio anche
una telefonata al 112 arrivata la sera prima del delitto, fatta da Di Mattia per denunciare l’aggressione dell’uomo con cui si trovava in casa a Civitanova.

 

 

Barbara Orsini: