Penne: il Comune dichiara guerra ai piccioni ed è subito polemica

Penne è una cittadina della provincia di Pescara, le penne invece sono quelle dei piccioni, volatili poco amati ai quali il sindaco ha dichiarato guerra

Alzi la mano chi li ama, il retaggio legato ai rischi per la salute è ancora saldo, e magari nemmeno esagerato. A Penne il sindaco Gilberto Petrucci ha dichiarato guerra a questi uccelli che svolazzano in quantità industriali su monumenti e piazze, ma anche tra i rifiuti e sulle teste dei cittadini. 
Il Piano anti-piccioni messo a punto dal Comune però non trova l’unanimità. Si tratta di un programma sperimentale che NON apre la caccia al piccione, ma prevede che per allontanare i volatili dal centro storico la ditta affidataria, la FALCONG Srl, metta in campo una serie di azioni: droni, laser, ultrasuoni, aste robotiche, gabbie di cattura e mangime anticoncezionale.
Il Piano tuttavia ha sollevato diverse proteste da parte di associazioni animaliste e organizzazioni che hanno diffidato il sindaco Gilberto Petrucci. Non solo: il sindaco ha denunciato di avere ricevuto delle minacce da ignoti. La contestazione riguarda il periodo scelto per l’intervento, coincidente con la presenza di nidi.
«Non abbattiamo piccioni, né li sterminiamo» ha precisato Petrucci, ricevendo per risposta la diffida di una ventina di associazioni animaliste e insulti e minacce di morte via social. «Sono dalla parte dei cittadini, non mi arrendo» ha concluso il sindaco.

Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo, si è pronunciato a favore della scelta del Comune di Penne:

«Esprimiamo massima solidarietà e vicinanza al sindaco di Penne Gilberto Petrucci, che è stato pesantemente minacciato – ha detto Radica -. Non spetta certo a noi, e ci asteniamo dal farlo, prendere posizione in un dibattito che riguarda l’amministrazione e la cittadinanza di Penne. È sempre positivo quando c’è confronto, anche su proposte e ipotesi di interventi che vanno a incidere sulla vita della comunità.

Il punto è che il dibattito deve sempre rimanere nei confini del rispetto reciproco, e non deve chiaramente giungere alle offese personali né tanto meno alle minacce, che sono pericolose e indegne.

Non dobbiamo dimenticare che un sindaco lavora nell’interesse dei cittadini, sceglie e decide e in molti casi lo deve fare su questioni controverse. Va criticato se si ritiene, ma sempre rispettato, come persona, come cittadino, come rappresentante delle istituzioni.

Purtroppo noi sindaci siamo il primo punto di riferimento dei cittadini per ogni problema, e i parafulmine per eccellenza, molto spesso soli, senza strumenti adeguati a disposizione».

Marina Moretti: