Le giornaliste e i giornalisti italiani scioperano per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da dieci anni. Manifestazione anche a Pescara
Lo sciopero indetto dalla FNSI, la Federazione Nazionale Stampa Italiana, sindacato dei giornalisti, prevede manifestazioni in varie città, anche a Pescara, all’incrocio tra Corso Umberto e via Nicola Fabrizi.
E va anche peggio alle migliaia di colleghi e colleghi collaboratori ea partita Iva che da anni attendono la determinazione dell’equo compenso e che per questo motivo hanno redditi che sono sotto la soglia di povertà.
Per la Federazione nazionale della Stampa italiana la dignità e il futuro dell’informazione passano attraverso il rinnovo contrattuale, il recupero salariale e la difesa dei diritti che non sono privilegi, ma il modo con cui possiamo resistere alle minacce, dentro e fuori dalle redazioni. La dignità del nostro lavoro incide pesantemente sulla qualità dell’informazione che arriva a voi cittadini.
La nota della FIEG, la Federazione italiana degli editori
«Gli editori della FIEG, fin dall’inizio dell’avvio del confronto per il rinnovo contrattuale, hanno rappresentato la necessità di un cambiamento sostanziale delle regole contrattuali per recuperare efficienza e produttività e consentire di affrontare adeguatamente le nuove sfide del mercato, attraversato da un’innovazione tecnologica epocale.
Ci si trova infatti a dover applicare un contratto nazionale di lavoro pieno di rigidità, vincoli ed istituti ormai insostenibili che ostacolano la competitività ed aggravano la situazione economica delle aziende, rappresentando peraltro una barriera all’ingresso delle nuove professionalità.
Non può certamente essere considerato un fattore di sviluppo un contratto che prevede, a titolo di esempio, 40 giorni all’anno tra ferie e permessi, il pagamento di un’indennità per ex festività soppresse 50 anni fa, maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo ben al disopra della media degli altri contratti nazionali nonché il riconoscimento di scatti di anzianità in percentuale sulla retribuzione che garantiscono ampiamente il recupero dell’inflazione.
Gli editori vogliono ritrovare condizioni di sostenibilità economica per non danneggiare ulteriormente tanto le aziende quanto le professionalità».