Natale 2026 in piazza San Pietro: anche una pecora nera nel presepe realizzato in Abruzzo dall’arcidiocesi di Chieti-Vasto
Al Natale manca ancora parecchio, ma almeno una certezza c’è già: quest’anno sarà l’arcidiocesi di Chieti-Vasto, insieme con l’associazione Amici del Presepe di Atessa, la Libera confraternita degli artisti e il Centro educazione carcerario Santi Pietro e Paolo di Vasto, a realizzare il tradizionale presepe in Piazza San Pietro.
Tra le notizie diffuse dal Vaticano c’è anche un altro aggiornamento che riguarda il Natale: saranno i bambini ricoverati negli ospedali italiani a realizzare le decorazioni per l’albero allestito a Piazza San Pietro e in arrivo da Terranova di Pollino, in Basilicata.
I bambini che realizzeranno le decorazioni sono i piccoli pazienti coinvolti nei laboratori di ceramico-terapia realizzati dalla fondazione Lene Thun. Ogni decorazione ripercorrerà un frammento del loro mondo ideale dando vita al grande progetto “Il Mondo che vorrei”. La fondazione offre un servizio gratuito di ceramico-terapia, principalmente nei reparti di oncoematologia pediatrica. Oggi sono attivi 56 laboratori in 36 strutture sanitarie. In vent’anni di attività più di 80.000 bambini, insieme alle loro famiglie, hanno trovato in questo percorso uno spazio di espressione, sollievo e condivisione. Gli addobbi realizzati dai piccoli pazienti racconteranno una storia corale, con i loro pensieri e le emozioni più intime.
Il presepe coniugherà il messaggio biblico con la tradizione rurale abruzzese. L’opera sarà realizzata con il supporto del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che ha confermato anche l’assegnazione del tradizionale presepe in Piazza San Pietro per il Natale 2026. La capanna, con la caratteristica coperture in paglia, ricorderà i luoghi di lavoro dei contadini e le antiche abitazioni tipiche, i pagliarelli o pinciare, fatte appunto di terra e paglia. In sostanza il presepe offerto dall’arcidiocesi di Chieti-Vasto seguirà il filone della tradizione dei pastori abruzzesi.
«Tra le greggi in terracotta – spiega la nota del Vaticano – tanti numerosi pastori, vestiti con i costumi tipici abruzzesi, cioè panni grezzi e pelli di pecora, simboleggeranno la fede semplice e sincera. Nella rappresentazione comparirà anche una pecora nera che evocherà l’essere prediletti dalla divina misericordia, significando l’umanità smarrita, il peccatore che Cristo vuole ricondurre a sé. È il segno che nessuno è escluso dalla gioia della nascita del Salvatore. Il presepe sarà sormontato da una Torre, su cui veglia un angelo che annuncia la Gloria del Verbo fatto uomo. Essa richiama visivamente la biblica Migdal Eder, la “Torre del Gregge”, un luogo che la tradizione e la Scrittura indicano come il punto esatto in cui il Messia sarebbe stato rivelato per la prima volta. Completeranno le scenografie animali e arredi tipici della tradizione rurale abruzzese».
Invece, per il presepe che verrà realizzato nell’Aula Paolo VI, la fondazione Carnevale di Viareggio ha ambientato la Natività nel contesto marinaro della tradizione locale, con i Re Magi che si trasformeranno in pescatori.
