L’Aquila, nuova legge elettorale: si tratta sulla proposta bis

Si tratta sulla legge elettorale. Dopo le proteste arriva la proposta bis di Marsilio. Se ne è discusso oggi in Commissione statuto e regolamento. L’obiettivo è stringere i tempi e trovare la quadra

Dopo i malumori covati anche in senso alla maggioranza sul collegio unico e sulla soppressione delle 4 circoscrizioni provinciali, lo stesso presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha affidato ai partiti un’altra versione: una soluzione, diciamo così, mediana.

La proposta bis prevede l’elezione di 8 consiglieri regionali su base provinciale: due all’Aquila, due a Pescara, due a Chieti e due a Teramo, e gli altri 22 in collegio unico. Su questa ipotesi mista è ripartita la trattativa.
Nei mesi scorsi, come si ricorderà, cinque consiglieri di maggioranza; Gatti, Prospero, Rossi, Mannetti e Lugini avevano indirizzato una missiva a Marsilio per esprimere le loro perplessità sulla proposta originaria.

Stamattina si è riunita la Commissione statuto e regolamento per fare il punto ma, secondo il presidente Daniele D’Amario, si entrerà nel vivo del dibattito a settembre e l’obiettivo resta quello di chiudere a breve la discussione e portare la proposta in Consiglio Regionale entro fine anno o al massimo all’inizio dell’anno nuovo.

Per D’Amario, comunque, se la proposta non dovesse trovare convergenza con le minoranze, si tornerebbe alla proposta originaria e la legge sarebbe quella, perchè in aula non servirà neanche la maggioranza qualificata. Non è sicuro che però si trovi la quadra entro le prossime elezioni, anche se la maggioranza spera di si. Nella versione originale della proposta di Marsilio la priorità resta il collegio unico che consentirebbe, a suo giudizio, di prefigurare un sistema nel quale un candidato può sottoporsi al giudizio di tutti gli elettori della regione al di là del territorio di appartenenza, per superare la frammentarietà. L’abolizione delle circoscrizioni per lui consentiva di superare i campanilismi, inoltre.

Ma per le minoranze, come spiegato dal capogruppo di Patto per l’Abruzzo Luciano D’Amico, ci sono ancora tanti nodi da sciogliere, anche quello della rappresentatività dei territori e non solo, e la legge elettorale rispetto ai tanti problemi degli abruzzesi, dice, per loro non è di certo la priorità.