L’Aquila: monta il caso degli Alpini dopo le molestie all’Adunata nazionale

Il tema delle molestie all’Adunata degli Alpini a Rimini segnalate dalle attiviste di “Non una di meno” che parlano di tantissime segnalazioni con la prima denuncia presentata effettivamente, riaccende l’attenzione sull’argomento arrivato anche in Parlamento e spunta una macchia anche su quella all’Aquila nel 2015

In città a fine mese è prevista l’udienza in appello dopo la condanna in primo grado nei confronti di due imputati accusati di violenza sessuale di gruppo su una ragazza che all’epoca era minorenne. I due sono un 35enne di Reggio Emilia e un venditore ambulante suo coetaneo che avrebbero condotto la ragazza in un luogo isolato approfittando della giovane. Il tribunale dell’Aquila li ha ritenuti colpevoli infliggendo la pena di 4 anni di reclusione col pagamento delle spese processuali. Sentenza che ora è al vaglio dei giudici della corte di appello. Il 31 maggio è fissata l’udienza per il secondo grado di giudizio. Il centro Antiviolenza – associazione Donatella Tellini è stato ammesso come parte civile a fianco della persona offesa con l’avvocato Simona Giannangeli, legale della vittima che ribadisce l’importanza di denunciare fatti che altrimenti resterebbero nel sommerso per paura di affrontare il lungo e complesso percorso. L’avvocato Giannangeli spiega che non si vuole generalizzare ma una pacca sul sedere o un apprezzamento di troppo se non ha consenso è reato.

 

Fabio Lussoso: