L’Aquila, in Regione è scontro sulla liquidazione coatta del Consorzio Chieti-Pescara

Dietro la liquidazione coatta del Consorzio industriale di Chieti Pescara decisa dall’amministrazione Marsilio con il passaggio di consegne all’Arap ci sono frizioni e problemi

 

Debiti che risalgono agli anni 80, verbali di professionisti che mettono in guardia, ma anche scontri tra maggioranza e opposizione, seppur nella prima si registri qualche differenza di vedute, vedi quella dell’assessore Tiziana Magnacca in una giunta di qualche tempo fa.

La chiusura forzata del Consorzio deve avvenire entro tre anni, ed è stato nominato un commissario Giuseppe Farchione ma si è solo ai primi passi del percorso. Vale la pena ricordare che il Consorzio vive lo stato della liquidazione dal lontano 2011 e quindici anni non sono bastati a trovare una soluzione, per questo Marsilio ha dato il via al suo giro di vite, parlando di governo responsabile di una materia delicata, che riguarda debiti, crediti, lavoratori, imprese e non ultimo il futuro dei territori.

Non è un problema di facile risoluzione per diversi motivi. Il primo è che bisogna assicurare la transizione delle competenze del Consorzio all’Arap, l’agenzia regionale delle attività produttive che già però si porta dietro ben 49 milioni di debiti. Il secondo problema è che la liquidazione coatta pare azzerare la possibilità di saldare i conti ai creditori. A rischio di non essere pagati ci sarebbero dunque i cittadini che si sono visti espropriare dei terreni a Pescara, Val Pescara e Chieti e ci sono in ballo circa 8,7 milioni. Poi, tra i creditori, per circa un altro milione di euro, c’è il centro di riabilitazione Don Orione di Pescara, danneggiato durante i lavori dell’asse attrezzato senza che nessuno abbia mai pagato i danni. Ci sono poi dei fornitori e i debiti tributari vari.

Un caso che arriva in Consiglio grazie alle interpellanze dei consiglieri del Pd Silvio Paolucci e Antonio Di Marco. Paolucci spiega che vogliono una chiara presa di posizione da parte del presidente Marsilio. Ma non solo, porteranno in commissione vigilanza tutta l’intricata faccenda. Non sarà un lavoro facile in commissione, i due vogliono verificare il cronoprogramma reale di subentro dell’Arap, lo stato dei rapporti con i soggetti terzi, le misure per garantire una continuità amministrativa e progettuale, le risorse per la messa in sicurezza delle strade industriali ma anche le ragioni del mancato rispetto dei tempi fissati dalla legge regionale.

Anche il Movimento Cinque stelle con Francesco Taglieri è molto critico rispetto all’operazione perchè, a suo giudizio, pensare di far assorbire ad Arap il Consorzio senza un piano industriale serio appare impensabile.

 

 

Daniela Rosone: