L’Aquila, i giovani nelle aree fragili: Magna Carta presenta l’indagine

L’80% degli under 35 delle aree interne di Abruzzo, Marche e Umbria si dichiara legato al proprio territorio, mentre il 60% investirebbe nel comune in cui vive aprendo un’impresa o un’attività, eppure quasi un trentenne su due ha pensato almeno una volta di trasferirsi

Dati che emergono dalla ricerca presentata dalla fondazione Magna Carta nell’ambito del progetto “Connessioni per la crescita dell’Appennino” e realizzata da Tecne’. Il 64% valuta bene la qualità della vita nel Comune di residenza e il 55% considera le aree interne strategiche. Per il 74% degli under 35, il limite del territorio è rappresentato dalla scarsità di prospettive lavorative e formative. Forte la fiducia nel digitale. Quanto ai modelli di sviluppo, il 65% indica il turismo culturale come il più adatto a valorizzare le vocazioni dell’Appennino e il 64% quello esperienziale, con punte dell’85% nei comuni ultraperiferici. Il 76% degli under 35 di Abruzzo, Marche e Umbria considera l’e-learning uno strumento utile per studiare senza dover lasciare il territorio in cui vive. Tra gli under 25 la quota sale al 78%. Il 65% utilizzerebbe piattaforme digitali per la formazione professionale.
L’indagine è stata presentata all’Aquila nell’ambito delle iniziative per la Capitale della cultura. All’incontro sono intervenuti Gaetano Quagliariello, presidente della Fondazione Magna Carta, Carlo Buttaroni, presidente di Tecnè, che ha presentato l’indagine, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e il Commissario Straordinario al Sisma 2016 Guido Castelli. In collegamento anche il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi che ha giudicato positivamente i dati perché sono uno strumento per orientare le politiche giovanili. Il terremoto del 2009 per il ministro ha creato un cratere umano che va curato con relazioni, ascolti, dialoghi e analisi che contribuiscano a disegnare nuove prospettive. “Le aree interne – ha detto – rappresentano una parte essenziale dell’identità e del futuro della nostra Nazione e devono tornare a essere luoghi di possibilità, non realtà percepite come marginali. Per questo è necessario continuare a investire in infrastrutture materiali e immateriali, nella formazione, nell’orientamento, nel supporto all’autoimprenditorialità, nello sport e nelle arti, nell’innovazione e nella capacità di creare una relazione stabile e affidabile tra territori e giovani”.

 

Daniela Rosone: