Ivo Pagliari, da qualche giorno, è stato riconfermato alla guida della Gran Sasso Acqua. Un bilancio positivo quello dell’azienda, investimenti in crescita e nuovi interventi strategici per il servizio idrico
Il bilancio 2025 si è chiuso con un risultato positivo di circa 2,1 milioni di euro. Tutti gli interventi con fondi Pnrr per 20 milioni di euro sono stati attuati e hanno riguardato il contenimento delle perdite tramite interventi di digitalizzazione della distribuzione idrica e il potenziamento del depuratore di Sassa-Scoppito.
Dopo anni di stallo sono stati riavviati pure i lavori di rifacimento dei sottoservizi del centro storico per i quali è prevista la conclusione entro il 2028.
Sono stati realizzati interventi di efficientamento idrico e fognario sul territorio di tutti i Comuni gestiti. Inoltre la Gran Sasso Acqua ha assunto le funzioni di soggetto attuatore degli interventi di competenza commissariale propedeutici alla realizzazione dei lavori di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso. In particolare ha avviato i procedimenti di realizzazione di due potabilizzatori, ad Assergi e Campotosto, per complessivi 25 milioni di euro, che assicureranno la continuità del servizio.
In termini di miglioramento delle interconnessioni acquedottistiche sono stati avviati gli interventi di potenziamento dell’acquedotto Chiarino e il suo collegamento con l’Altopiano delle Rocche, con un investimento di 12 milioni di euro.
La liquidità aziendale si attesta su oltre 3,5 milioni di euro nonostante le notevoli disponibilità finanziarie investite nel corposo programma di investimenti eseguito. La Gran Sasso Acqua S.p.A. inoltre ha anticipato notevoli somme per la realizzazione di alcuni progetti.
Il patrimonio netto si attesta sul ragguardevole valore di 83.516.085 euro in incremento di oltre 2 milioni di euro rispetto al precedente esercizio. Un’azienda insomma in salute con un occhio alla riforma varata dalla Regione sul ciclo idrico regionale che porterà i gestori da sei a due, forse a uno. La Regione, secondo Pagliari, ha comunque riconosciuto il valore delle aziende che gestiscono un sistema molto complesso, considerando anche la struttura della regione.