L’Aquila: di “ennesima figuraccia” parla Stefania Pezzopane commentando la sentenza del TAR sulla nomina del Comandante della Polizia Locale

“La nuova sentenza del TAR sulla nomina del Comandante della Polizia Locale consegna all’amministrazione Biondi la settima figuraccia davanti alla giustizia amministrativa su una vicenda che si trascina da anni e che continua a danneggiare l’immagine del Comune dell’Aquila. Una batosta, l’ennesima, che era del tutto evitabile”. Sono le parole, di commento, della consigliera comunale del Partito Democratico Stefania Pezzopane, commentando la decisione con cui il TAR Abruzzo ha dichiarato nulli i provvedimenti di nomina e di proroga del comandante ad interim della Polizia Municipale

 

“Come centrosinistra abbiamo sollevato il problema fin dall’inizio, dentro e fuori il Consiglio comunale. Abbiamo sempre sostenuto che il Comandante dovesse essere individuato tra gli appartenenti al Corpo della Polizia Locale, nel pieno rispetto delle norme e delle sentenze che, nel corso degli anni, hanno chiarito senza equivoci quale fosse la strada da seguire. L’amministrazione, invece, ha scelto di tirare dritto, ignorando le nostre interrogazioni, le nostre iniziative e i ripetuti richiami della giustizia amministrativa”.

“La sentenza dimostra, una volta di più, se mai ve ne fosse ancora bisogno, che il centrosinistra aveva visto giusto. Abbiamo denunciato per anni l’illegittimità di quelle scelte, proponendo una soluzione rispettosa delle norme e dell’autonomia della Polizia Locale. La maggioranza  – aggiunge la Pezzopane – ha preferito ignorare ogni richiamo, fino a incassare questa ennesima bocciatura. È ancora più grave se si considera che appena ieri la maggioranza di centrodestra ha bocciato il nostro ordine del giorno sulla sicurezza urbana, nel quale denunciavamo, tra le principali criticità, proprio la mancanza di un Comandante della Polizia Locale pienamente legittimato e chiedevamo di porvi rimedio attraverso la valorizzazione delle professionalità interne al Corpo o, in alternativa, mediante il tempestivo espletamento del concorso per la copertura definitiva dell’incarico. A distanza di poche ore è arrivata la nuova sentenza del TAR, che conferma quanto fosse fondata quella richiesta e quanto fosse invece miope la scelta della maggioranza di respingerla”.

“Nemmeno la modifica della legge regionale è riuscita a cambiare il quadro. Il TAR ha ribadito che non è possibile utilizzare una norma regionale controversa per aggirare disposizioni che continuano a disciplinare l’organizzazione della Polizia Locale e che erano già state interpretate in modo chiaro dalla magistratura amministrativa. Quello che colpisce è la pervicacia con cui si è voluto proseguire una battaglia giudiziaria che appariva già segnata. Per anni sono stati spesi soldi pubblici per difendere atti che i giudici hanno continuato a dichiarare illegittimi. È doveroso chiedersi quanto sia costata ai cittadini questa scelta e perché nessuno abbia avuto il buon senso di fermarsi prima”.

“Adesso basta. Il sindaco Biondi prenda finalmente atto della realtà e metta fine a una vicenda che ha prodotto soltanto contenziosi, spreco di risorse e imbarazzo per il Comune dell’Aquila. Si proceda finalmente alla nomina del Comandante nel pieno rispetto delle norme, valorizzando le professionalità interne al Corpo oppure bandendo il concorso per la copertura definitiva dell’incarico, anziché continuare a ricorrere a soluzioni provvisorie. Oggi, infatti, l’incarico ad interim continua a essere affidato a un dirigente comunale non appartenente al Corpo, una scelta che questa sentenza dimostra ancora una volta essere fonte di contenzioso e di instabilità organizzativa. Quando un’amministrazione perde una volta può capitare. Quando viene smentita sette volte sulla stessa vicenda non si può più parlare di un incidente di percorso: è il fallimento di una scelta politica arrogante, ostinata e profondamente sbagliata. A pagare il prezzo di questo accanimento sono stati il Comune, la Polizia Locale e tutti i cittadini aquilani, costretti a sostenere il costo di un contenzioso tanto lungo quanto prevedibile. Dopo sette sentenze sfavorevoli non basta voltare pagina. Occorre assumersi le proprie responsabilità. Il sindaco Biondi dovrebbe revocare gli incarichi e adottare tutti i provvedimenti conseguenti nei confronti di chi ha continuato a firmare atti che la magistratura amministrativa ha ripetutamente dichiarato illegittimi. E sarebbe altrettanto doveroso –  conclude Stefania Pezzopane- verificare se chi ha provocato questo interminabile contenzioso debba rispondere anche del danno economico arrecato al Comune, chiamando i responsabili a rifondere le ingenti spese legali sostenute dai cittadini per assecondare un’ostinazione politica che si è trasformata, per sette volte, in una sonora sconfitta”.