La Asl 1 si ridisegna con il nuovo atto aziendale che ormai è realtà. Non solo un riordino, ma il tentativo di adattare la macchina sanitaria a una provincia complessa con aree interne e una popolazione sempre più anziana
L’atto conferma le tre aree storiche provinciali: L’Aquila, la marsica e l’area peligno-sangrina e costruisce il dipartimento di assistenza territoriale attorno alla rete prevista dal decreto ministeriale: 11 case di comunità, 3 centrali operative territoriali e 3 ospedali di comunità.
Nell’area peligno-sangrina vengono previsti un hospice con sede a Sulmona e un ospedale di comunità a Castel di Sangro.
La novità più importante è però la creazione del dipartimento transmurale di riabilitazione e lungodegenza, una cerniera tra ospedale e territorio ma non partirà subito, indica un termine di 12 mesi con eventuale proroga di 6.
In questo disegno ci sono anche la Fisiopatologia dell’invecchiamento di Pescina, afferente ad Avezzano, la riabilitazione ortopedica, quella neurologica e il recupero funzionale a indirizzo cardiologico e polmonare a Tagliacozzo.
Si interverrà su alcune criticità, con la creazione, ad esempio, di uno staff per gestire le liste di attesa. Si istituisce poi un’unità operativa di diagnostica e follow up dello scompenso cardiaco a direzione universitaria. Il coordinamento screening viene inoltre elevato a unità complessa mentre il Trip, dedicato al disagio di giovani e adolescenti, ha avuto più prestazioni per cui si integrerà.
Per la prima volta viene creata una struttura di riabilitazione neurologica all’Aquila, unica in regione. Viene inserita, ancora, un’unità operativa di Epidemiologia chiesta dall’Università per mantenere l’accreditamento della scuola di specializzazione di igiene e medicina.
Nel ridisegno entrano campi come telemedicina, intelligenza artificiale e cybersicurezza.