La strage di lupi in Abruzzo è stata intenzionale: sono stati avvelenati

Una cosa è certa: la strage di lupi in Abruzzo è stata intenzionale, gli animali dovevano morire perché qualcuno lo ha deciso

Ma chi? Questa fondamentale domanda, insieme a tante altre, al momento resta senza risposta, ma forse non per molto. Perché sulla vicenda per fortuna si continua ad indagare, consapevoli di quanto azioni simili facciano male agli animali, all’ambiente, al territorio e anche agli umani che ci vivono.

Il procuratore capo di Sulmona Luciano D’Angelo ha istituito un gruppo di lavoro dedicato, composto dai sostituti procuratori Stefano Iafolla ed Edoardo Mariotti, proprio per fare luce sulla morte di ben 23 lupi in pochi giorni. Le indagini vengono svolte dai carabinieri Forestali Abruzzo e Molise, supportati dai colleghi del PNALM.

La strage di animali, soprattutto lupi, ma anche volpi e poiane, è  stata compiuta nel mese di aprile, tra Alfedena, Villetta Barrea, Pescasseroli e ai confini dell’area protetta in Marsica, in provincia dell’Aquila. A seguito delle analisi compiute dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo e dal Centro di Medicina Forense Veterinaria di Grosseto, la Procura della Repubblica di Sulmona ha accertato tutti i bocconi avvelenati contenevano i preparati destinati all’uso agricolo.

La sostanza velenosa è stato inserita con cura e precisione dentro i bocconi di carne, un modus operandi che non lascia dubbi su intenzionalità e premeditazione. I controlli si sono concentrati soprattutto nei comuni di Pescasseroli, Barrea, Bisegna e Alfedena, così come in tutte le rivendite e i distributori di fitofarmaci e sostanze tossiche presenti sul territorio.

Marina Moretti: