Il presidente del Senato Ignazio La Russa invita la coppia della famiglia nel bosco a Palazzo Madama, ed è subito polemica politica
Alle tante iniziative fuori contesto che si consumano sul caso della famiglia nel bosco – esternazioni fantasiose, paragoni azzardati da una celebre coppia canora e promesse da tiktoker – si aggiunge oggi anche l’invito “istituzionale” del presidente del Senato Ignazio La Russa.
Il caso non è affatto chiuso, come sanno tutti: proseguono gli incontri tra la famiglia nel bosco, rappresentata al momento dal più conciliante Nathan Trevallion, e le assistenti sociali, proseguono anche gli interventi degli avvocati della coppia, come pure i pronunciamenti del Tribunale dei minori dell’Aquila, e fin qui siamo più o meno nel dovuto.
Proseguono anche, ormai senza controllo, i millemila talk show, le riprese indiscrete, i pareri dei “vip” e degli opinionisti di professione televisiva. Diciamo che ci siamo abituati. Pure le esternazioni ministeriali sono pane quotidiano che alimenta una vicenda complessa e dolorosa, da qualunque parte la si guardi e comunque la si pensi.
A tutto questo si aggiunge anche l’invito di La Russa, un ulteriore faro su una storia che forse avrebbe bisogno di rientrare nei ranghi dei reali portatori d’interesse, e per interesse si intenda il sacrosanto benessere dei tre bambini, sopra ogni altra cosa.
L’ultima novità infatti è proprio l’invito del presidente del Senato Ignazio La Russa, che mercoledì 25 marzo riceverà a Palazzo Madama Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.
«La notizia la do e la confermo ora: vedrò i genitori degli sfortunati bambini della vicenda del
bosco mercoledì prossimo, con buona pace delle polemiche inutili. Mi sono divertito molto a leggere una polemica su una non notizia. Diversi esponenti – dico diversi esponenti della
sinistra, alcuni noti, alcuni a me non noti, hanno ritenuto di polemizzare sulla base di una notizia del quotidiano il Centro che dava con una certa rilevanza l’informazione che avrei incontrato un mercoledì, senza precisare la data, i genitori degli sfortunati bambini della cosiddetta famiglia del bosco che è su tutti i giornali.
È esattamente vero che ho espresso alla famiglia la mia solidarietà, dice il giornale, ed è vero che su questo tema sono stato sempre molto moderato. È esattamente vero che li vedrò, ma non questo mercoledì, perché come tutti sanno questo mercoledì non c’è aula, non sarò a Roma e sono come tutti in attesa della data referendaria anche volendo per fare campagna referendaria. Ma la cosa che mi ha veramente stupito è l’acrimonia per un’eventuale visita, adesso come in un’altra data, quasi che il presidente del Senato debba chiedere scusa o addirittura il permesso ai loro signori per incontrare privatamente chi ritiene. Se ne facciano una ragione» ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa in un video e dopo le polemiche sull’incontro con la famiglia.
Opportuno? Istituzionale? Utile? Non spetta a questa testata dare risposte non richieste, ma solo, semmai, riportare le reazioni politiche a tale invito “in privato”, ma che, a quanto si sa, avverrà a Palazzo Madama. Durissima la reazione del Pd:
«Ancora una volta La Russa interpreta il suo ruolo con faziosità e scarso rispetto per le istituzioni. Tutti abbiamo davvero profondo rispetto per la tragedia emotiva che stanno vivendo i bambini e la loro famiglia. Proprio per questo mai e poi mai avremmo pensato che qualcuno – l’altro ieri la Presidente del Consiglio, ieri il Ministro Salvini, oggi addirittura la seconda carica dello Stato, domani Nordio con gli ispettori – avesse usato la vicenda per bassi scopi elettorali in vista del referendum. Tutto ciò è molto grave, dimostra cinismo, spregiudicatezza istituzionale, ma anche nervosismo in vista di domenica. In vicende come queste che riguardano ragazzini ci vogliono sensibilità, delicatezza, confronto serrato e disponibilità tra la famiglia, gli psicologi, le assistenti sociali, i magistrati minorili. La Russa In qualche modo ricorda lo stesso cinismo che venne usato in occasione della vicenda di Bibbiano», ha affermato il senatore Pd Walter Verini, intervistato da Radio Popolare.
La senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito democratico, aggiunge:
«Invitare i genitori della cosiddetta famiglia del bosco in Senato, a tre giorni dal referendum, dopo mesi di campagna orchestrata dalla destra su questa vicenda per delegittimare il lavoro dei giudici che hanno solo applicato le leggi, è un atto grave e profondamente inopportuno. Il presidente del Senato dovrebbe svolgere una funzione di garanzia e di equilibrio istituzionale. Invece – prosegue Rando – ancora una volta Ignazio La Russa dimentica di essere la seconda carica dello Stato e sceglie di intervenire in modo plateale su una vicenda delicata, che riguarda decisioni dell’autorità giudiziaria e la tutela di minori. Le istituzioni non possono essere utilizzate per alimentare
polemiche o per sostenere campagne politiche contro la magistratura, tanto più alla vigilia di un voto che riguarda proprio la giustizia. Dal presidente del Senato – conclude Rando – ci si aspetterebbe senso delle istituzioni e rispetto per il ruolo che ricopre».
Sulla stessa scia anche la senatrice del Pd Sandra Zampa:
«L’invito rivolto dal presidente La Russa a Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la cosiddetta famiglia del bosco, lascia esterrefatti, ma conferma almeno tre cose. La prima è che la destra ha veramente paura di perdere un referendum a tal punto da strumentalizzare una vicenda che coinvolge bambini. La seconda è che il Presidente del Senato usa il proprio potere senza rispetto per le istituzioni, né per quella che lui rappresenta né per il sistema della giustizia
italiano. La terza è che a lui dei bambini e del benessere dei bambini importa veramente poco e nulla, arrivando ad ignorare persino l’appello che il padre ha rivolto ai media e a tutti i
rappresentanti delle istituzioni a spegnere i riflettori sulla vicenda per il bene dei suoi bambini e della sua famiglia. Direi che La Russa batte persino i campioni di Bibbiano. Sono profondamente indignata e dispiaciuta nell’assistere alla deriva autoritaria e populista delle istituzioni italiane e di vederle così mal rappresentate agli occhi degli italiani. Sono certa al contempo che questa destra proprio per come sta gestendo la cosa pubblica, sarà sconfitta».
La senatrice del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino definisce l’invito di La Russa “teatro politico”:
«L’invito in Senato che il presidente La Russa ha rivolto ai genitori della cosiddetta famiglia del
bosco è l’ennesima operazione di becera propaganda costruita sfruttando una vicenda che fa presa sull’opinione pubblica, ma che non c’entra assolutamente nulla con la scellerata riforma portata avanti dalla maggioranza, che vuole smantellare pezzo dopo pezzo la nostra Costituzione. Non si tratta di tutela di minori, ma è solo teatro politico. Se davvero al governo stessero a cuore i destini dei bambini, metterebbero mano alle norme che producono ingiustizie reali e quotidiane, a partire
dalla legge 54 del 2006 sull’affido condiviso, da cui derivano troppe situazioni in cui i figli vengono strappati alle madri e trascinati in contenziosi dolorosi. Questo invito, se confermato, dimostra solo la loro falsa coscienza: molta propaganda, pochissima volontà di risolvere i problemi veri delle famiglie e dei bambini».
Maiorino, dopo le spiegazioni fornite da La Russa il quale ha deciso che riceverà la coppia dopo il referendum, ha aggiunto:
«Non solo il presidente La Russa conferma che inizialmente la data per ricevere i genitori della
famiglia del bosco era questo mercoledì, cioè domani, ma rileviamo anche che continua la disperata propaganda nel tentativo di infangare i giudici sulla base di nulla.
Addirittura, accusarli di voler istituire il “reato di speranza”, significa banalizzare il loro lavoro e, soprattutto, la tutela dei minori, che non si fonda su suggestioni ma su fatti e responsabilità. Il cortocircuito del governo è evidente: con il decreto Caivano si è rivendicato il pugno durissimo con
chi non garantisce un’educazione ai propri figli, con tanto di video della premier che evocava carcere e decadenza della responsabilità genitoriale; oggi, invece, si scopre improvvisamente comprensiva. Più che una linea politica, un inseguimento confuso della cronaca, con contraddizioni colossali. Le parole di La Russa sono una pezza che è peggio del buco. Quanto alla “sinistra impaurita”, voglio tranquillizzare La Russa che non c’è alcuna paura, ma rispetto per le
istituzioni e per chi è chiamato a proteggere i più fragili. A pochi giorni dal referendum, si continuano a solleticare i sentimenti dell’opinione pubblica che nulla hanno a che fare con
questa riforma, che in realtà ha l’unico obiettivo di imbavagliare la magistratura per lasciare le mani libere a certa politica allergica ai controlli».
Giovanni Barbera, della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista, parla di botanica istituzionale:
«Non c’è limite al peggio quando si tratta di interpretare le istituzioni come un possedimento
privato, un giardino di famiglia dove accogliere ospiti a proprio piacimento tra un impegno di Stato e un vezzo nostalgico. Apprendiamo con un misto di sconcerto e divertita rassegnazione che il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha deciso di trasformare Palazzo Madama nella scenografia per il prossimo capitolo della saga della “famiglia nel bosco”, fissando l’udienza con i genitori per mercoledì 25 marzo. È la conferma definitiva di un’allergia cronica al concetto di
terzietà: per La Russa, il Senato non sembra essere il tempio della democrazia, ma un ufficio di rappresentanza dove invitare chiunque sia funzionale alla narrazione identitaria del suo
partito, infischiandosene del rispetto dovuto ai procedimenti giudiziari e al lavoro delicatissimo dei servizi sociali. La sua risposta piccata alle critiche è la conferma definitiva. Siamo di fronte a un’occupazione muscolare degli spazi pubblici gestita con una sicumera che sfiora l’arroganza, dove il diritto di critica viene liquidato come un’interferenza nella vita privata di chi, evidentemente, fatica a distinguere il proprio tinello dalle sedi dello Stato. Mentre il Paese affoga tra carovita e tagli al sociale – conclude – il Presidente del Senato preferisce dedicarsi alla botanica istituzionale e a riceve i protagonisti delle cronache popolari, offrendo uno spettacolo di raro provincialismo politico che offende la dignità della Repubblica».
Compatta la difesa di La Russa da parte degli esponenti della maggioranza di governo:
«È bastata la notizia non confermata di un incontro del Presidente del Senato Ignazio La Russa con i genitori degli sfortunati figli della famiglia nel bosco, per terrorizzare molti esponenti del cosiddetto campo largo che vi hanno visto un messaggio a favore del Sì nel referendum.
L’incontro, che, come previsto, si terrà mercoledì 25, dopo il referendum, era stato volutamente tenuto riservato ma è tanta la smania di assecondare qualunque decisione di qualsiasi autorità
giudiziaria che la sinistra già si strappava i capelli per impedire che la drammatica vicenda di quegli innocenti bambini separati violentemente dai genitori, tornasse in cronaca -.dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan – E questo nonostante nessuno avesse
annunciato o confermato l’incontro, né tantomeno l’avesse strumentalizzato. Questo modo di agire dice più di mille commenti sui difensori del No, che peraltro non hanno detto nulla sull’indegno ostruzionismo attuato nei confronti del Garante dell’Infanzia per aver fatto ciò che era suo diritto e ancora più il suo dovere istituzionale».
La nota di Raffaele Speranzon, vicepresidente vicario dei senatori di Fratelli d’Italia:
«La sinistra per il NO continua a macchiare di ignominia la propria campagna referendaria
attraverso costanti insulti e strumentalizzazioni persino di notizie non verificate. L’ultimo episodio in tal senso è avvenuto oggi, quando da Pd, M5s e Avs è partito un attacco corale al presidente del Senato, Ignazio La Russa, reo – secondo loro – di cavalcare la spiacevole vicenda della ‘famiglia nel
bosco’ per calcolo elettorale. È bastato che un giornale locale annunciasse un incontro di mercoledì tra gli sfortunati genitori Trevallion e la seconda carica dello Stato per far partire
l’accusa della sinistra di aver fissato l’appuntamento a pochi giorni dal referendum al fine di alimentare il malessere degli italiani verso la magistratura. Peccato per loro che, come ha poi precisato La Russa, l’incontro avverrà sì di mercoledì, ma il giorno 25, dunque a referendum concluso. I protagonisti di questo ridicolo attacco sappiano che per far valere le ragioni del Sì non c’è bisogno di alcuna strumentalizzazione, poiché gli italiani sanno valutare autonomamente l’importanza di questa riforma della giustizia».
