Incendio Colledara: 40 vigili del fuoco al lavoro anche da fuori regione

Ultimi aggiornamenti sull’incendio al deposito della Lazzaroni di Colledara: 40 vigili del fuoco al lavoro per spegnere i focolai

Il rogo ha riguardato un magazzino dell’industria dolciaria situato nella zona industriale di Colledara. Le operazioni di spegnimento hanno reso necessario un massiccio spiegamento di forze. Il personale e gli automezzi operativi del Comando dei vigili del fuoco di Teramo stanno ancora lavorando, supportati dal personale proveniente da altri Comandi, come la squadra della Direzione Regionale dei vigili del fuoco delle Marche, abilitata al pilotaggio di droni dotati di termocamera. Si tratta di apparecchi che sorvolano la zona e monitorano in tempo reale l’evoluzione dell’incendio, in modo da fornire supporto alle decisioni operative.

Dal Comando di Napoli sono arrivati i vigili del fuoco abilitati alla conduzione di mezzi robotici cingolati radiocomandati a distanza. Questi mezzi operativi sono stati impiegati per proiettare getti di acqua ad alta pressione a ridosso della parete perimetrale ad alto rischio di collasso strutturale, consentendo di operare in sicurezza senza esporre direttamente gli operatori.

È intervenuto anche il G.O.S. (Gruppo Operativo Speciale) dei vigili del fuoco dell’Aquila che ha utilizzato un escavatore cingolato dotato di pinza idraulica e frantumatrice per l’abbattimento controllato di porzioni della parete perimetrali, per consentire la penetrazione con getti di acqua ad alta pressione.

Al momento sono impegnati sul posto circa una quarantina di vigili del fuoco. Le fiamme si sono propagate in gran parte del magazzino in cui erano depositati considerevoli quantitativi di prodotti alimentari e di imballaggio.

Sul posto, in supporto ai vigili del fuoco, sta giungendo anche un autobotte chirolitrica dell’Associazione di volontariato Gran Sasso d’Italia di Mosciano Sant’Angelo, in aggiunta a quella messa a disposizione dal Comando dell’Aquila, per garantire un rapido rifornimento delle autopompe impiegate nello scenario operativo.

L’intervento di vigili del fuoco proseguirà durante la notte e fino al completo spegnimento del materiale interessato dall’incendio.

Intanto L’Arta Abruzzo ha computo le prime analisi dell’aria nella zona del rogo.

Il rogo è scoppiato poco dopo le 3,30 della scorsa, in località Piane Vomano di Colledara e ha interessato una porzione di circa 4000 metri quadrati di un deposito di circa 15000 metri quadrati.

Le prime verifiche dell’ARPA Abruzzo (l’Agenzia regionale di protezione ambientale) al momento non hanno evidenziato criticità nell’aria, tuttavia il sindaco ha raccomandato di tenere porte e finestre chiuse almeno nella zona interessata.

Il rogo ha prodotto una densa e alta colonna di fumo, visibile anche a notevole distanza, che ha raggiunto la vicina autostrada A24, provocando anche disagi alla circolazione stradale.

 

 

Il Comune di Colledara ha attivato il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare la gestione dell’emergenza, mentre sono in costante contatto anche la Prefettura, Arta e la ASL. I tecnici di ARPA Abruzzo sono intervenuti questa mattina per eseguire i primi accertamenti ambientali nello stabilimento interessato dall’incendio.

Le prime verifiche, eseguite mediante fotoionizzatore (PID) e strumentazione portatile multigas, non hanno evidenziato alcuna criticità. Il monitoraggio ha riguardato i composti organici volatili (solventi), oltre ad ammoniaca, metano, anidride carbonica, ossigeno, idrogeno solforato e gas di combustione.

Per il monitoraggio della qualità dell’aria sono stati effettuati due campionamenti istantanei mediante canister, dispositivi utilizzati per raccogliere campioni d’aria da sottoporre ad analisi di laboratorio. I punti di prelievo sono stati individuati in base alla direzione del vento e all’evoluzione della nube di fumo sviluppatasi durante l’incendio.

Il primo campionamento è stato effettuato in prossimità di un’abitazione privata adiacente all’area del rogo, raggiunta nelle prime fasi dalla nube di fumo. Il secondo è stato eseguito successivamente nelle vicinanze dello stabilimento della Tiesse, azienda operante nel settore della produzione di articoli religiosi, dopo la variazione della direzione del vento. I campioni saranno sottoposti ad analisi di laboratorio per verificare l’eventuale presenza di sostanze aerodisperse prodotte dalla combustione.

Il campionamento delle acque di spegnimento non è stato possibile in quanto l’area interessata dall’incendio è tuttora interdetta per ragioni di sicurezza, al fine di consentire il completamento delle operazioni dei Vigili del Fuoco.

Per verificare l’eventuale sversamento nel vicino fiume Mavone delle acque di spegnimento, ARPA Abruzzo ha comunque effettuato due campionamenti delle acque superficiali, uno a monte e uno a valle dell’area interessata dall’incendio.

Le attività di monitoraggio proseguiranno nei prossimi giorni. I risultati delle analisi sui campioni di aria e acqua saranno resi disponibili al termine delle attività di laboratorio, secondo i tempi tecnici richiesti per l’esecuzione delle determinazioni analitiche.

Marina Moretti: