Impallinato uno dei due rari Ibis avvistati nel Pescarese

Due giorni fa l’avvistamento nel Pescarese di due esemplari di Ibis eremita, specie rara e protetta. Ora si apprende che uno dei due è stato impallinato

Di Ibis eremita al mondo ce ne sono meno di mille, non a caso questo tipo di volatile fa parte delle specie a rischio di estinzione. Solo poche ore fa il WWF aveva dato notizia dell’avvistamento di due esemplari nella campagna pescarese. A distinguere l’Ibis eremita dal fratello più comune è il manto nero anziché bianco.

Ieri però uno dei due Ibis eremita avvistati nel Pescarese è stato trovato nell’area di Penne, ferito da alcuni pallini da caccia. A scoprirlo è stato un cittadino del posto che, notando la ferita all’ala, ha portato l’uccello alla Riserva naturale regionale Lago di Penne. Da qui, dopo le prime cure, l’Ibis è stato portato in una struttura veterinaria di Montesilvano per un intervento chirurgico.

Fernando Di Fabrizio, presidente di Cogecstre, la cooperativa che gestisce la Riserva naturale Lago di Penne, ha commentato:

“È la prima volta in 50 anni che l’Ibis eremita arriva in questa riserva. Quelli che hanno sparato sono dei veri criminali. È una vergogna, una cosa terribile. I due esemplari sono stati avvistati un paio di mesi fa, ma noi non abbiamo divulgato la notizia. Evidentemente i due uccelli si erano allontanati dall’area protetta, sempre presidiata, e qualcuno si è divertito a fare questo scempio”.

Oggi verrà cercato l’altro esemplare di Ibis, sperando che non abbia subito la stessa sorte del compagno.

Sull’episodio si registra anche la nota della Stazione ornitologica abruzzese:

“Dopo sforzi durati più di 20 anni, l’Ibis eremita è stato reintrodotto grazie al progetto europeo LIFE Northern Bald Ibis & Waldrappteam Conservation and Research.

Ancora oggi però la caccia, illegale, ne rappresenta la principale minaccia con ripetuti abbattimenti documentati anche negli anni precedenti in Lombardia, Toscana e Veneto, tali da minacciare la stessa riuscita del programma di reintroduzione. Non è un caso se i referenti austriaci del progetto hanno chiesto un intervento risolutivo allo Stato italiano, durante un apposito incontro tenutosi di recente presso il Parlamento alla presenza del vicepresidente della Camera dei Deputati.

Anche in Abruzzo abbiamo dimostrato quanto il bracconaggio sia un costume comune e diffuso ovunque mentre la sorveglianza e, soprattutto, la conseguente azione della magistratura lasciano a dir poco a desiderare. Il caso del raro Ibis non è infatti isolato e riguarda perfino animali ben più noti e monitorati costantemente come l’Orso bruno marsicano. L’associazione Salviamo l’Orso ha recentemente diffuso un documento in cui si evidenzia come almeno 3 individui adulti siano “scomparsi misteriosamente”, mentre per quelli uccisi e rinvenuti morti ad oggi non risulta neppure un condannato.

Non bisogna inoltre dimenticare che per questi uccelli o per altri animali dotati di trasmettitore satellitare i casi di abbattimento sono evidenti e documentati grazie al segnale GPS, ben diversa è la realtà per le migliaia di individui che vengono abbattuti senza essere rinvenuti.

Il caso dell’Ibis proveniente da Salisburgo e preso a fucilate vicino Penne è ancora più grave se si pensa che i Carabinieri Forestali, con un comunicato stampa, avevano avvisato che gli animali venivano costantemente monitorati per salvaguardarne la sopravvivenza. Evidentemente il comunicato non ha sortito la deterrenza sperata ed è bastata una minima assenza degli agenti per l’azione del bracconiere di turno. Ora non resta che incrociare le dita per la sopravvivenza dell’altro Ibis eremita…sperando che nel frattempo qualche cacciatore abbia il coraggio e l’onestà di denunciare il collega bracconiere.

Questo atto vile, così come la totale assenza di un ruolo della Regione Abruzzo nel Recupero degli animali selvatici feriti e nella conoscenza del patrimonio faunistico (affidata troppo spesso solo ai volontari delle associazioni)  è solo un ulteriore esempio di quanto ci sia ancora da fare in Abruzzo per la tutela della fauna”.