Il ministro Tajani: “Pronti per trasferimento del pescarese detenuto in Egitto”

Il Ministro degli Esteri Tajani risponde al sindaco di Pescara Carlo Masci in merito al possibile trasferimento in Italia di Giacomo Passeri, detenuto in Egitto

Il ministro era già intervenuto sul caso di Giacomo Passeri, il 32enne pescarese condannato in Egitto a 25 anni di carcere per traffico internazionale di stupefacenti.
Pur riconoscendo la gravità del reato, Tajani aveva assicurato che la Farnesina segue il caso con la massima attenzione per garantire che la pena non diventi un’offesa alla dignità umana e che siano rispettati i diritti fondamentali del detenuto.

Oggi, rispondendo alla lettera del sindaco di Pescara Carlo Masci, Tajani ha assicurato che l’ambasciata italiana al Cairo segue costantemente il caso e che il governo è pronto a sostenere la famiglia e ad agevolare il rientro in Italia.

Di seguito i passaggi più significativi della risposta del ministro Tajani al sindaco Masci:

“Siamo impegnati sin dal giorno del suo arresto a garantire ogni possibile assistenza consolare a lui e alla sua famiglia. L’ambasciata d’Italia al Cairo Effettua visite consolari periodiche presso il penitenziario, da ultimo questa settimana, per trasmettere al signor Passeri la nostra costante vicinanza e vigilare per la piena tutela dei suoi diritti, soprattutto per quanto riguarda le sue condizioni di salute.

Di recente l’ambasciata ha ottenuto una nuova eccezione da parte della direzione della struttura penitenziaria per consentire al giovane di contattare telefonicamente i propri cari, con i quali ha potuto parlare il 7 dicembre. Inoltre la Sede mantiene contatti frequenti con i familiari, aggiornandoli sulle visite e offrendo la massima disponibilità a facilitarne la partecipazione. Alla luce della pronuncia definitiva da parte della Corte di Cassazione, le confermo sin d’ora che l’ambasciata è pronta ad assicurare, d’intesa con il legale del signor Passeri, una rapida trattazione da parte delle autorità egiziane di un eventuale istanza per il suo trasferimento in Italia“.

 

Marina Moretti: