Il ministro Tajani: “Pronti per trasferimento del pescarese detenuto in Egitto”

Il Ministro degli Esteri Tajani pronto a sostenere il  trasferimento in Italia di Giacomo Passeri, detenuto in Egitto. Presentata l’istanza

AGGIORNAMENTO ORE 18

Il legale di Giacomo Passeri ha annunciato di avere presentato l’istanza per il trasferimento in Italia di Giacomo Passeri, il pescarese detenuto in Egitto. Chiesta l’applicazione dell’accordo bilaterale Italia-Egitto.

“Abbiamo depositato un’istanza per l’applicazione dell’accordo bilaterale tra l’Italia e l’Egitto,
che è del 1981, sulla reciprocità nella difesa dei diritti umani. Una volta messo in sicurezza, cioè portato in Italia, in un istituto penitenziario italiano, valuteremo la ricorrenza dei presupposti per la revisione”.

Lo ah detto all’ANSA l’avvocato Mario Antinucci, legale di Giacomo Passeri, il 32enne pescarese
condannato a 25 anni di carcere, in primo e secondo grado di giudizio, per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Passeri era stato arrestato nell’agosto del 2023 mentre si trovava in vacanza in Egitto. L’avvocato spiega che si tratta di “un’istanza per il riconoscimento della sentenza ormai definitiva in Italia, ai
fini dell’esecuzione. Passeri è un cittadino italiano, ha il passaporto italiano – sottolinea – per cui è di competenza dell’Italia”.

Secondo Antinucci è necessario valutare se vi siano i presupposti per la revisione, perché “Giacomo Passeri è stato processato senza la traduzione in lingua italiana degli atti contestati. Questo è un fatto documentale. Passeri, lo ripeto, ha un passaporto italiano in corso di validità e il processo va fatto in lingua italiana”.

Il legale, che ha ricevuto l’incarico a gennaio dalla famiglia del ragazzo, sta lavorando “con grande insistenza” per andare in Egitto a incontrare Passeri, che si trova nel carcere del Cairo, ma “sto incontrando delle enormi difficoltà”. Nel ribadire che l’accordo bilaterale è “un diritto incondizionato”, Antinucci afferma che “il rischio più grande è che possa essere trasferito in un altro carcere in periferia e questo potrebbe rappresentare un pericolo”.

Intanto oggi è stata data notizia della risposta del ministro degli Esteri Antonio Tajani alla lettera inviatagli dal sindaco di Pescara Carlo Masci. Tajani ha assicurato che l’ambasciata italiana al Cairo segue costantemente il caso e che il governo è pronto a sostenere la famiglia e ad agevolare il rientro in Italia.

Di seguito i passaggi più significativi della risposta del ministro Tajani al sindaco Masci:

“Siamo impegnati sin dal giorno del suo arresto a garantire ogni possibile assistenza consolare a lui e alla sua famiglia. L’ambasciata d’Italia al Cairo Effettua visite consolari periodiche presso il penitenziario, da ultimo questa settimana, per trasmettere al signor Passeri la nostra costante vicinanza e vigilare per la piena tutela dei suoi diritti, soprattutto per quanto riguarda le sue condizioni di salute.

Di recente l’ambasciata ha ottenuto una nuova eccezione da parte della direzione della struttura penitenziaria per consentire al giovane di contattare telefonicamente i propri cari, con i quali ha potuto parlare il 7 dicembre. Inoltre la Sede mantiene contatti frequenti con i familiari, aggiornandoli sulle visite e offrendo la massima disponibilità a facilitarne la partecipazione. Alla luce della pronuncia definitiva da parte della Corte di Cassazione, le confermo sin d’ora che l’ambasciata è pronta ad assicurare, d’intesa con il legale del signor Passeri, una rapida trattazione da parte delle autorità egiziane per il trasferimento in Italia“.